I Berserker sono un gruppo proveniente da Vilnius, in Lituania; fondato nel 2009, ispirando il proprio nome a un coraggioso guerriero scandinavo, i Berserker suonano in vari spettacoli sia in Lituania sia nei paesi limitrofi, partecipando anche a un progetto di musica folk tradizionale nel 2014. Dark Worlds Collide, uscito nel 2016 per la Sliptrick Records, è il primo album in studio della band ed è semplicemente una bellissima e appassionante esperienza sonora. Il disco può essere considerato come un bland fra Nightwish, Amorphis ed Ensiferum, dove quindi le sonorità scandinave, il folk e la melodia la fanno da padrone. Ma Dark Worlds Collide non è solo questo: è atmosfera, è aggressività unita a dolcezza, è impetuosità sonora, tutto questo legato perfettamente e sapientemente insieme per consegnare all’ascoltatore un album pieno di emotività e carica. Il suono dell’album è davvero possente; le chitarre, il basso e la batteria trasmettono ritmo e carica mentre la voce e sopratutto le costanti tastiere creano bellissime melodie atmosferiche in sottofondo, che rendono le canzoni fortemente evocative ed emozionanti. È proprio questo dualismo tra aggressività e atmosfera che rende l’album unico. Voi direte: ma questa cosa è già stata fatta, non c’è nulla di nuovo, stai esagerando. È verissimo, è già stata fatta, ma i Berserker riescono a trasmetterla a modo loro e in uno stile unico del quale ci si appassiona immediatamente, che ti rapisce e ti invoglia ad ascoltare tutto più e più volte (ancora di più se siete fan delle tre band citate sopra). 

Ma cominciamo a parlare in modo più specifico delle singole tracce. L’album inizia con una classica intro epica, molto in stile Symphony X, che è perfetta per farci addentrare nelle sonorità “berserkiane” e che è un perfetto collegamento per la title track. Quest’ultima è probabilmente la migliore canzone del disco, è trascinante e melodica al tempo stesso, con quello stile unico di cui ho parlato prima: chitarroni semplici ma aggressivi danno la carica mentre le tastiere e la voce, con note lunghe e molto orecchiabili, ti catturano e ti portano in un altro mondo. Le canzoni sono tutte molto vocal-driven e molto orecchiabili e questo le rende accessibili a qualsiasi tipo di ascoltatore, sia che ascolti metal che no. La seconda traccia, Warhell, presenta sonorità molto più folk della precedente e ancora una volta, con melodie evocative e un bellissimo ritornello, riesce ad arrivare immediatamente a chi ascolta. Madness Machine ripercorre molto lo stile di Warhell mentre The Day That Human Died è forse la traccia più trascinante ed emozionante di questo lavoro, con sonorità molto più melodic death delle precedenti e un ritornello in growl accompagnato da bellissimi vocalizzi. Anche i soli di chitarra in Dark Worlds Collide sono perfettamente inseriti nello stile proposto: mai esagerati e conditi con un bellissimo riverbero che li rende delicati e atmosferici. La sesta traccia dell’album, The Wolf, è invece il pezzo più lento; una strofa molto leggera e melodica esplode in un ritornello estremamente orecchiabile, vero e proprio punto di forza della canzone. Qui arriva forse il primo difetto: il pezzo si dilunga forse eccessivamente e arrivati al terzo ritornello dopo sette minuti di canzone, il tutto comincia a risultare un po’ pesante. L’ultima traccia del disco, Viking Ship, può essere descritta come una canzone in puro stile Ensiferum, ricca di sonorità quasi power con fortissime tinte folk che galoppano verso la fine dell’album.

Arrivato alla fine, non puoi fare a meno che iniziare ad ascoltare tutto daccapo, tanto è emozionante e esaltante questo disco. I Berserker sono riusciti a creare il proprio stile melodic folk metal differenziandosi da tutti gli altri gruppi del settore, con atmosfere evocative, voci armoniose e aggressività sempre presente. Consigliatissimo per gli amanti dello stile “scandinavo” ma sopratutto consigliatissimo per chi semplicemente vuole passare quaranta minuti di vera buona musica.

 

 

Jacopo Nardini

90/100