I Dakesis sono una band inglese Progressive/Power Metal.

Formatisi nel 2008, Entrano nel mondo del Metal con la release di un LP, “Valhalla”(2010), principalmente Power Metal, segue l’anno successivo “Trial By Fire” e una pausa di 5 anni dalla successiva pubblicazione.

Dopo questo lungo periodo esce il loro terzo lavoro, “The New Dawn”, disco di 78 minuti, con 13 tracce dove si fondono Power e Progressive Metal.

 

The New Dawn

 

L’album si apre con un’intro orchestrale di un minuto (Ouverture The Darkest Hour) per poi passare subito alla title track “The New Dawn”, brano Power Metal molto veloce con voce femminile che alleggerisce il peso strumentale della canzone.

Il brano si articola con riff particolari, melodie suonate in varie scale, molti cambi e momenti con cori in sottofondo.

Ne risultano 4 minuti che presentano già l’album, con sonorità molto Power attorniate da un Progressive che avvalora il tutto.

 

Si passa con un cambio d’atmosfera a “Betrayal”, che si apre con un suono di tastiere fino all’arrivo di una chitarra elettrica che, senza la velocità mantenuta precedentemente, riesce a mantenere alto il livello di aspettative per l’album.

Qui si presenta un’altra voce, del chitarrista Matt Jones, che canta la strofa insieme alla cantante Gemma Lawer.

 

Segue “Destined For The Flame” che, insieme a “The Great Insurrection” e “To Conquer Or Die”, mantiene forma, lunghezza e genere delle canzoni precedenti, sempre apportando novità e particolarità che non fanno cadere le tre canzoni nella banalità e nella ripetizione di uno stesso modello.

 

Si presenta ora un intermezzo strumentale (Meridian) con ampio utilizzo di tastiere e strumenti particolari che apre la seconda metà dell’album, dove il Power lascia il posto al Progressive come genere principale.

 

Inizia “Judgement Day”, primo brano che si addentra veramente nel Progressive.

In 3 minuti si presentano motivi ricorrenti nel Prog sotto la voce di Gemma e mantenendo la sonorità del disco.

 

“Sacrifice” è il pezzo più lungo incontrato fin’ora, 10 minuti scorrono tra sfuriate di chitarra e doppia cassa e parti calme che continuano ad alternarsi senza mai lasciare anche solo una sfumatura di noia nell’ascolto, appassionando per tutta la durata.

 

“Autumn” rimane calma, orchestrale e acustica in tutta la sua durata per introdurre “The Seventh Sky” e separare questa suite dal secondo brano più lungo del disco.

Così si apre Il lungo lavoro che distingue il nel disco e che anche alza il valore dell’ora di musica presentando bellissimi dialoghi di tastiera puramente Prog.

17 minuti che si distinguono per una grande complessità in tempi, battiti e virtuosismi musicali appassionanti, senza sfociare nei tecnicismi.

 

Segue “Call To Freedom”, che si contraddistingue per sonorità iniziali quasi Folk, per presentare una canzone che si contraddistingue dalle altre, mantenendo sempre uno stesso Sound.

 

Il lavoro si chiude con “By The Fading Light”, che, in 12 minuti, riassume tutto il disco, passando da momenti Power Metal a momenti strettamente Progressive alternando momenti di quiete musicale ad altri di aggressività.

 

Un album che non apporta novità, ma che esprime molto bene il carattere e il suono della Band.

 

 

Tommy96

75/100