I piemontesi Frangar, capitanati dal carismatico "Il Colonnello", band Black ‘n’roll torna a farsi risentire con un nuovo cd intitolato “Trincerocrazia” ma promuove anche un cambio di stile, infatti se l’album che lo precede, che si intitola “Bulloni, granate  e bastoni” era un vero e puro punk-Black Metal pieno di influenze esterne, ora quest’ultimo loro lavoro cambia strada proponendo un un’influenza minore di punk-hardcore e tenta, sia a livello di tecnica, riff, giri di power ed effetti di vero black ma comunque molto personale, offrendo dei pezzi cattivi, aggressivi, pesanti e cantati in lingua madre e con testi e idee politiche che dicono chiaramente, senza troppi giri di parole, cosa ne pensa la band.

 

La band è composta da:

 

Il Colonnello : Voce Effetti Ideali

Il Reverendo : Chitarra Ritmica

Uruk-Hai : Chitarra

Max Armi : Batteria

Von R.T. : Basso

E il disco che stiamo recensendo, “Trincerocrazia” e’ prodotto dalla Lofi-Creatures Events.

E’ composto da 9 tracce:

 

1-Italia Suprema Assoluta: riff stile hardcore di chitarra, veloci e lineari mentre il colonnello canta usando uno scream che a volte finisce in growl sopra a dei corposi colpi di rullante e cassa.

 

2-Fare quadrato (s.p.q.r.): slide di plettro sulle corde come inizio, poi si parte immediatamente con una carica vocale accompagnata da macinanti riff lineari e colpi di batteria devastanti. Qualche cambio di tempo come intermezzo, di breve durata ma efficace!

 

3-Al cielo: brano molto black. Doppia cassa veloce, riff cupi e veloci e scream stile Shagrath che da al pezzo quel tocco di cupidigia e cattiveria che solo “il colonnello” riesce a esprimere!

 

4-Martello: ritmiche più lente ma molto precise, sonorità cupe e riff massicci, mentre il cantato esprime le ideologie politiche della band. Nel complesso, un pezzo che si avvicina parecchio al black in ogni singola parte in cui è strutturata la canzone.

 

5-Trucidata: 4 colpi come inizio e come segnale di tempo, per poi partire con una velocità incredibile e tonalità pesanti! Lo stesso giro di riff perpetuo, cupo e angosciante, naturalmente cambia qualche battuta dopo, rimanendo comunque sulla stessa onda, pesante, cupa e devastante. Il finale e’ qualcosa di fantastico! Ascoltatelo e capirete!

 

6-Alba: un bel giro di basso come intro! Veloce e corposo, poi tutta la truppa si unisce a questa carica, fondendo ogni strumenti e suoni un’unica cosa, qualcosa di veramente massiccio ma allo stesso tempo orecchiabile, un brano completo!

 

7-Bombe sopra a Gorla: anche qua si comincia con massicci riff di chitarra accompagnati da batteria, l’intro perfetto per permettere al cantato di aggiungersi e iniziare a devastare il tutto! Il basso non è da meno, rendendo l’accompagnamento alla batteria qualcosa di pesante e crudo! Un suono perfetto!

 

8-Artigliere Alpino: breve intro di citazione storica, poi dei giri lenti ma molto black, il cantato a tratti inizia a narrare mentre i piatti creano quel sottofondo sonoro cupo e angosciante. Pezzo veramente completo! A mio parere il migliore dell’album!

 

9-Rivolta-revuelta: anche qua breve intro storico, che viene subito infranto da un sound carico e molto grind. Il ritornello “Rivolta” e poi “revuelta” è bellissimo! Trasmette completamente l’idea politica della band. Pezzo completo e sonoramente completo. Anche questo va aggiunto ai miei preferiti di quest’album.

 

Gran bell’album, certo molto distante dal precedente ma pieno d’energia e musicalmente completo. L’ideologia politica certo non potrà piacere a tutti, ma il sound non è da sottovalutare. Supporto totale per questa band, sia perché è underground ma soprattutto perché italiana!

 

 

Barabba

70/100