Esistono molte varianti del Doom, così come sono varie in realtà, le interpretazioni artistiche, culturali o semplicemente musicali che i musicisti possono avere nei confronti di un genere come questo. Tra tutte, c’è sicuramente una via più mistica, sperimentale, oscura…direi quasi spettrale ed al contempo esoterica, poiché punta tutto su una visione introspettiva, astratta e quasi tendente all’occulto. Ma non stiamo parlando di quel Doom psichedelico che negli ultimi tempi sta rinascendo, portando band quasi tutte uguali tra di loro, senza nessuna personalità (che è poi quello, l’aspetto più importante, in un genere di base monotono come il Doom). 

 

E’ così che viene messo al mondo il Drone, un genere caratterizzato da sonorità più tendenti all’ambient rispetto ai vari riff che possiamo sentire in altre situazioni. Genere che non ha sezione ritmica…ma solo lunghe sequenze, asfissianti e ossessive, di accordi o note che portano all’esasperazione.

 

E questa è la via che sceglie il francese Frater Stephane (probabilmente nome d’arte, voglio credere) per incarnare il proprio sound cupo ed opprimente. Frater Stephane dà alle stampe un album di sole 4 tracce, ma che dura all’incirca quaranta minuti, intitolato “Miserere Nostri”.

 

Quindi, Mhonos, altro non è che Frater Stephane… che ci porta la sua visione delle cose. Una visione drammatica e triste; a me l’onore (e l’onere) di spiegarvi cosa gira nella testa di Frater Stephane.

 

Detto ciò, “Introitus” è la prima, lunghissima opener dell’album. Diciassette minuti, nei quali suoni che sembrano venire dall’oltretomba, si intrecciano con una fuzzossissima chitarra e con una nenia maledetta che risuonerà oscura nei vostri cuori (muhaahahah…! Risata malefica!). Ad un certo punto una tastiera anch’essa permeata dal male più tenebroso, va ad unirsi alla congrega spettrale. Una messa nera cantata, che preannuncia un viaggio musicale lunghissimo (ma davvero così…epico e mistico? Oppure stancante…Vedremo). Al sesto minuto parte il coro maledetto, cattivo ed oscuro che va a fondersi con l’ormai già assimilata sonorità epica, e triste ecc… (ma davvero così maledetta…? Vabbè). Mi evito di ascoltare il resto della tenebrosa sinfonia plasmata dal male, perché tanto è pari a tutto il resto (17 minuti di roba uguale…ma scherziamo?).

 

Passiamo alla terza traccia intitolata “Offertorium”, l’ennesimo brano permeato da sonorità ambient e suonato con tastiere dall’aspetto onirico e incantato. Per quattro minuti avremo questa cantilena, che ad un certo punto varia in un qualcosa simile ad una colonna sonora horror da serie C. Molto ossessiva, lancinante e…stancante. Qua il Doom è inteso probabilmente come qualcosa di oscuro ed incerto e poco sicuro. 

 

Tuttavia qui non abbiamo tempo da perdere ed andiamo avanti con la messa spettrale di Fratello Stefano (dai…non suona male). Gli ultimi 12 minuti di delirio cosmico o psichico o come volete chiamarlo, sono portati avanti con una lentezza disarmante, attraverso un fuzz distortissimo degno di qualsiasi gruppo “Stoner Psichedelico dalle influenze decisamente Sludge” ma che comunque è inserito in un contesto Drone. Ritorna la voce oscura, cupa e spettrale, ritorna il coro maledetto e cattivo che va ad incastrarsi con questa sequenza di accordi che a fargli i complimenti ci vuole davvero fantasia. Al quarto minuto un individuo normale inizia a capire che effettivamente “Mhonos” è un parto non da poco, veramente sofferto. Probabilmente Frater Stephane deve aver studiato molto per rievocare questi suoni direttamente da un oltretomba distorto e poco definito. Parte un riff diverso, che nel missaggio nemmeno si sente così bene poiché è sopraffatto dalla solita sequenza di accordi e dal coro malefico eccetera eccetera. 

Al settimo minuto inizia a cambiare qualcosa nella dinamica del pezzo, il riff cambia e diamo il benvenuto ad una campana che ogni tanto ci delizia con il suo tocco molto rassicurante. All’ottavo minuto mi prende a male e stacco l’ascolto. Non ce la faccio più e chiudo tutto. Sarò io ma il Drone non fa per me…dunque, “Mhonos” non è per tutti. E’ per gente che lo capisce. Io non l’ho capito assai bene, mi sta salendo il male cosmico e probabilmente dormirò male stanotte. Capita.

 

 

StonedLord95

71/100