Il loro black metal e’ molto particolare, fuori dai canoni dello stile, con voce quasi pulita e una parte ritmica leggera; poi diventa aggressiva quando meno te lo aspetti, voce scream della norma.

Il loro modo di suonare black metal è molto moderno, ai puristi del genere potrebbe non piacere, sono arrivati al loro secondo lavoro.

Album composto da 8 tracce e una durata di 39 minuti.

Un artwork abbastanza semplice che alla vista suscita poca fantasia.

L'album inizia con "1004" canzone tutta strumentale con la sua durata di 1 minuto e 08 secondi che ti fa iniziare questo viaggio. 

Continuiamo con "Drained Away", intro appoggiata e con la batteria che entra piano piano, la voce ben messa come attacco, una  voce abbastanza pulita e un assolo che divide le due parti che al momento riesce a velocizzare la seconda parte. La voce diventa uno scream abbastanza semplice, un assolo a chitarra pulita, gli strumenti si sentono tutti e ti portano al finale.

Terza traccia, "Rejoined", un arpeggio iniziale ti trasporta all’interno della canzone, e la batteria e la voce prendono velocità, con tutti i canoni del genere; chitarre fulminee e distorte, lo scream molto regolare, la canzone procede lineare, un piccolo rallentamento e un assolo molto lineare a chitarra pulita dove voce e parte ritmica si fondono insieme, poco dopo ricomincia il massacro di velocità, un finale molto lento.

Quarta traccia, "Flamespeech", intro di delay è molto lento, la batteria e la seconda chitarra distorta e la velocità aumenta; gli scambi di batteria sono regolari poi, dopo la parte veloce e violenta, abbiamo dei rallentamenti che spezzano un po' il ritmo dell’ascoltatore, un bridge tra le strofe regolare e un finale nella norma.

Quinta traccia "Moth", intro lenta con una batteria leggera, l'attacco della voce ti trasporta al interno del testo, la prima parte della canzone procede normalmente senza troppi fronzoli, la voce con un growl sempre al limite e dei momenti in voce pulita spezzano i momenti violenti; la velocità aumenta, un assolo di chitarra e batteria accompagnato da un urlo, ma la violenza dura poco ed ecco di nuovo una parte lenta e un assolo a chitarra distorta, la voce si fa pulita, e ti portano alla seconda parte della canzone, la velocità aumenta un pochino e la voce “sporca” ci porta verso la parte finale con dei passaggi distorti e la batteria con scambi veloci, un nuovo rallentamento con un nuovo assolo di chitarra pulita ci porta verso un finale abbastanza lento.

Sesta traccia "Olistje" un'intro lenta e prevedibile, una cassa martellante e la seconda chitarra distorta con i passaggi della batteria abbastanza banali, attacco del cantante, ti porta subito alla strofa, un piccolo bridge, con la chitarra in arpeggio, e ti porta alla seconda strofa, un aumento di velocità regolare, e ti trascina verso la metà della canzone, seconda parte che riprende la prima, scambi di batteria cadenzati, che ti porta verso la terza e ultima parte, un finale abbastanza banale e scontato una cosa già sentita delle tracce precedenti.

Penultima traccia "Warmth into Fire", un intro  heavy metal, con chitarre taglienti e una voce gutturale che cozza poco con il ritmo della canzone, soliti rallentamenti e una batteria a taglio classico, un assolo che ti porta alla seconda parte con una bella distorsione ben calibrata. La seconda parte inizia con un arpeggio e una velocità molto lenta e questa parte anche con voce pulita,  un finale abbastanza veloce e cadenzato, che ti porta alla traccia di chiusura del album.

Ultima traccia "4001", un intro di tastiere con effetto flanger e una chitarra molto pulita, e la seconda fa un assolo con una leggerissima distorsione e il ritmo lento volutamente strumentale in questa ultima traccia, è molto toccante.

Album che ai puristi del Black metal non potrebbe piacere perchè lento, scontato, che di black non ha nulla, ci sono solo contaminazioni degli altri generi, una parte melodica e strumentale insipida di puro black metal, alle nuove generazioni può piacere ma alla vecchia guardia non credo proprio. Questi ragazzi hanno poca fantasia e mescolano troppo e poi i rallentamenti melodici intensivi in tutte le loro tracce trasformano la malignità in una cosa semplice.

 

 

Lucyfer

45/100