Nel 2005 in terra Svizzera nascono i Stortregn, band Black/Death dalle oscure ideologie e dai suoni cupi. Col loro primo ep intitolato “Oblivion” riescono subito a farsi conoscere, ottenendo ottime recensioni e già un bel seguito di fan. Successivamente, nel 2010, dopo la loro ultima tournée a Cuba, pubblicano il loro primo album intitolato “Uncreation” sotto la Great Dane Records ma non si fermano  di certo qui, infatti nel 2013 rilasciano “Evocation of Light”  che li porta in tour in Europa Orientale e in Francia;  l’anno successivo partecipano al Wacken. Iniziano ad assimilare sempre di più lo stile Black metal nordeuropeo, sia a livello scenografico che di composizione. In poco tempo la band si ritrova con più di 100 live alle spalle e ben 3 tour mondiali, il che li rende davvero conosciuti e seguiti nel panorama metal. Dopo cambi di formazione, la line up della band e’ la seguente:

 

Romain Negro - voce e chitarra.

Johan Smith - chitarra.

Duran Bathija - basso.

Samuel Jakubec - batteria.

 

Singularity e’ il 3° album della band e contiene 10 tracce. Si apre con  “Enlighten Salvation” pezzo arpeggiato e melodico inizialmente ma che va poi in crescendo con riff tecnici e corposi molto death ma accompagnati da suoni cupi e pesanti molto Black. Seguono  “Acosmic Ascendant” e  “Crimson Depths”  che rispecchiano totalmente le influenze Death e Black nordiche, creando dei giri di accordi incredibilmente unici ma allo stesso tempo semplici,  la batteria in questi brani e’ allucinante, veloce, precisa e corposa. “ Vertigo” è l’essenza del black, ricorda molto lo stile degli Immortal, con influenze tipiche dei  Marduk. velocità e scream cupi. Potenza assoluta in questo brano. Continuano le urla e le massicce plettrate di basso in “Omega Rising “ e in “ Aurora”, pezzi completissimi, pieni di sonorità aggiuntive ed epiche. La potenza del doppio pedale qua si fa sentire parecchio, coprendo a volte il tutto con violenza e grinta. L’arpeggio finale di quest’ultima è fantastico, il quale cattura l’ascoltatore ed è la mia preferita per questo. ”Black Moon Silhouette“ possiede un suono corposo ma allo stesso tempo contorto. Trasmette passione ed angoscia. Sonorità black unite con la cattiveria del Death. Segue la title track  “Singularity“ che è la perfetta fusione del black con il Death. Tutta l’essenza del nord si racchiude in questo brano, i riff di chitarra si scontrano con le note del basso, il tutto accompagnato da una cassa suonata a velocità incredibile e in linea con un cantato fantasticamente  cupo e triste, gli intermezzi di chitarra classica sono geniali. ”Elegy” è un grandioso pezzo acustico e strumentale fatto con chitarre Spagnole, la quiete prima della tempesta. Un maestoso intermezzo. Si chiude con “Never Ending Singularity” e con il suo pesantissimo riff di chitarre, le quali accompagnano un cantato all’inizio tranquillo ma che va ad evolversi con uno scream possente e acuto, anche qua il basso è fenomenale e tecnico mentre le note che sprigiona sono pesanti ed oscure. Gran bell’album. La perfetta sintonia dei due generi che si intrecciano continuamente è qualcosa di epico. Ottime sonorità e tematiche mistiche oltre naturalmente ad una grande accuratezza dei suoni e delle equalizzazioni. Gran bell’album che consiglio a tutti gli appassionati di Death e Black di ascoltare.

 

 

 

Barabba

90/100