Iniziamo dicendo che i Catechon sono per il sottoscritto, una band di Black Metal alla vecchia maniera! Se volessimo analizzare pezzo per pezzo ogni singolo brano e fare i "saputelli" per forza, troveremmo svariati passaggi dei sottogeneri del black. A parer mio i Catechon (che vengono da Mestre/Treviso), incarnano il vero e primordiale senso del black metal. All'interno di questo Demo targato 2014, potrete trovare tutte le caratteristiche che poi, scelte e separate con accuratezza, porteranno a determinate varianti. C'e' il raw black metal come nell'apripista "IIT:2:6-7", che con il suo inizio in latino, risulta veramente suggestiva ed evocativa. Man mano che scorrono i brani, si possono individuare le sfumature derivative del thrash più becero, come passaggi che a seconda di come li si interpreta si possono associare ad inclinazioni Depressive o semplicemente a quei rallentamenti, quei passaggi dal retrogusto doom putrido. L'odio verso il genere umano ed il malessere di vivere, non lasciano scampo a gioie scontate, così come le dichiarazioni chiaramente anticristiane lasciano trasparire una quasi totale assenza di possibilità nella variazione di colori, se non il rosso del loro sangue. Bisogna dire che la quasi alternanza tra brani in inglese e brani cantati in Italiano, dona al loro primo lavoro un gusto veramente particolare. Di sicuro la title track e "Sangue Del Martire", conquistano particolarmente la mia attenzione (la prima in particolar modo). La voce di Morgue, che già è dissacrante e tagliente di suo, quando egli canta nella propria lingua, riesce ad essere ancor più maligno ed efficace. Per correttezza, voglio finire con il presentarvi i restanti membri dei Catechon, ovvero Jackal (basso), Sinister (batteria) e Dusk (chitarra). I ragazzi se pur al loro primo lascito, avendo partorito un lavoro "sicuro del proprio essere", sono riusciti già a collezionare una bella serie di condivisione del palco, con entità veramente importanti. Stiamo parlando di band del calibro di Mortifera ed i connazionali Nocturnal Depression o i nostrani Handful of Hate. Che dire in fine... non aspettatevi suoni plasticosi,  in primis perchè si tratta di un Demo ed è giusto che suoni in un certo modo, ma anche perchè non è e credo non sarà mai nell'attitudine di questi ragazzacci creare qualcosa di così anonimo. Lavoro davvero buono ed interessante sotto più punti di vista. Non mi resta e spero sià così anche per voi, di aspettare un nuovo lavoro in casa  Catechon, ma nel frattempo... volumi a palla per "Il Richiamo Di Orfeo".

 

 

                                                                      Andrea Curse Vag