Gli Abisso sono una band black metal nata a Cagliari nel 2013. Si tratta di un progetto da studio di registrazione creato da G e M (non ci è dato sapere i loro veri nomi), due musicisti con background musicali ben distinti. Le informazioni sulla band sono poche, come a dar slancio ad una certa idea di mistero. Perciò passiamo subito a parlare della loro prima fatica “Wrnss”, album uscito nell’aprile 2016 per la britannica Third-I-Rex. Si tratta di un full-lenght di 5 tracce senza veri e propri titoli ma una semplice numerazione con numeri romani. Il tutto è contornato da un artwork che non lascia presagire molto di quanto ci aspetta. Ma passiamo alle canzoni:  

I – Introduzione molto cupa, suoni distorti non meglio decifrati… e parte la chitarra ultradistorta non note lunghe. Si odono rumori che sembrano passi tra foglie secche e una moto (o qualcosa di simile). L’energia si scatena al comparire della voce, un growl ben impostato supportato da uno strumentale massiccio e compatto. Ogni strumento risulta essenziale, con volumi dosati magistralmente che permettono di sentire il basso al pari della chitarra. Molto bello il punto, passati i 4 minuti, quando il basso prende la parte del protagonista e la chitarra accompagna. Poco prima dei 6 minuti invece un riff di chitarra crea un’atmosfera tutt’altro che rassicurante.  Il Brano si chiude sulla falsariga dell’intro.

II – Qui niente introduzioni strane: la chitarra tira una mazzata nei denti dal primo secondo. Il cantato in growl non occupa sempre la scena, che viene spesso lasciata allo strumentale, anche stavolta ottimamente mixato. Bella la melodia di chitarra che inizia attorno al quarto minuto, supportata da una cassa incalzante. La parte ritmica di questo brano non suona affatto banale, con un continuo alternarsi tra battere e levare. Una canzone che non stanca affatto.

III – Poche parole sussurrate aprono la canzone più breve della release. Il growl qui è piuttosto effettato, cosa che accresce la sintonia con uno strumentale dalla melodia lenta e una ritmica non incalzante. Finalmente dopo due minuti piuttosto ripetitivi, si entra nel vivo con un “ritornello” piuttosto coinvolgente, che gode di qualche leggera influenza melodic death. Purtroppo ci sono troppi alti e bassi in questa canzone.

IV – Inizio rabbioso! Il growl è bestiale e piuttosto incazzato ed è sorretto da un inquietante muro sonoro. Lascia un po’ straniti il successivo assolo di chitarra, che presenta scelte di difficile comprensione al primo ascolto. Arrivando ai 2 minuti la canzone prende una piega meno violenta e molto godibile. Spesso nella canzone il growl risulta più parlato che cantato, piccola particolarità che distacca il brano dai precedenti.

V – Suoni cupi, spezzati da un ritmo che ricorda il ticchettio di un codice Morse. Poi parte il muro, con i bassi in grado di spostare qualche organo interno, se ascoltati ad alto volume. Il tutto si spegna con un effetto che ricorda vagamente delle voci umane. Quando entra il cantato si entra anche nel vivo. L’ottimo growl è valorizzato dal leggero riverbero che ne accentua la sensazione di angoscia. Purtroppo però a circa metà canzone gli Abisso esagerano con gli effetti e il growl diventa quasi una macchietta di se stesso, inframezzato da un bel momento lounge/ambient della chitarra prima e concluso con un parlato clean, che spiazza l’ascoltatore. Il finale non è pasante, ma piuttosto ripetitivo. Negli ultimi secondi, a chiudere l’album, torna l’effetto simil motocicletta.

Con questo “Wrnss”, gli Abisso ci consegnano un album altalenante, che colpisce con le prime due canzoni per poi scendere di livello con la terza, si riprende un po’ con la quarta me poi non chiude in bellezza con la quinta. Questo studio-project sardo ha delle potenzialità e le prime due tracce lo dimostrano senza dubbi. Spero vivamente che la band prosegua sulla strada tracciata con “I” e “II” e che possa creare un nuovo album in grado di lasciare a bocca aperta.

 

 

Robin Bagnolati

65/100