Amethyst, band siciliana alle prese con la loro prima pubblicazione. Time of the slaughters è il loro debut album. E che debut direi!

Voglio precisare innanzitutto che sin da quando ero un bambino mi assorbivo interi album trash metal di notevole calibro. Solo all'età di 9 anni ricordo che ascoltavo Overkill, exodus, testament, metallica  e tante altre band che il trash lo sapevano fare per davvero.

Perchè per quanto mi riguarda, e questo è un mio pensiero, il trash metal in questi ultimi anni si è un pò affievolito. Oggi come oggi sono in piedi 2 categorie di band: da una parte ci sono gruppi di vecchio stampo che, dopo decenni di carriera, cercano di riproporre e di mantenere in vita questo genere musicale che, altrimenti, si sarebbe già estinto. Dall'altra parte ci sono quelle persone, come appunto gli Amethyst, che cercano di dare un aspetto più giovane e sano a questo genere e, forse proprio grazie a tutte quelle band che emergono oggi facendo trash-metal, che questo genere non avrà mai fine. 

Adesso molte persone cercano di cimentarsi in categorie più ascoltate nel presente. Sottogeneri e miscugli di vario tipo che, pur essendo gradevoli ed originali, sembrano dimenticare che, 20 o 30 anni fa, esistevano 3 tipi di metal: L'heavy, il trash e il death. Niente melodie, niente orchestre o sinfonie di tastiere (almeno fino al 1990).

Detto questo direi che posso esprimere un mio modesto giudizio riguardo i Palermitani Amethyst. 

Il loro sound mi ha riportato indietro nel tempo, facendomi rivivere quelle emozioni. Loro ci propongono un trash stile anni ottanta direi fatto quasi alla perfezione. Ascoltandoli sembra davvero di essere catapultati in quell'epoca. La loro tecnica ed il loro operato riescono molto bene a far recepire all'ascoltatore un chiaro messaggio: Questo è trash puro, grezzo al punto giusto, con tanto di assoli veloci e davvero di gran stile. Chitarre che graffiano e gridano in modo notevole ma non stancante. La voce è assolutamente adattissima a questo genere musicale, il cantante è molto azzeccato per il trash e comunque sinceramente non trovo lacune o pecche gravi in questo lavoro, anzi, trovo che i nostri siano molto bravi a comporre musica e soprattutto a comporre del buon trash che, nonostante il genere sia di sonorita' grezze, trovo che non sia facile saperlo fare.

A parte il tutto, ho avuto l'impressione che questa band esista già da tempo con alle spalle una già solida carriera. Questo è molto positivo perchè dimostra che sanno fare davvero quello che fanno, che ci credono e questo lo dimostra il fatto che fra di loro sono molto in simbiosi, sembra che suonino gli strumenti con molta naturalezza e dimestichezza. Soprattutto la prima metà dell'album. Avvincente e massiccio!

 

Sarà che io adoro il trash metal e ammiro moltissimo chiunque, oggi come oggi, sfida le leggi del presente proponendo un genere a rischio di critiche perchè quasi ritenuto ormai un culto del passato e dell'epoca d'oro che è stata venti anni fa. Ma ammiro molto di più chi rischia, ci prova e riesce benissimo nell'intento, e questo è quello che, secondo me, è successo agli Amethyst. Lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del trash vecchio stampo e tutti quelli che, non avendo vissuto 20 anni fa in quella stupenda era metal, desiderano oggi vivere quello che era un tempo. Adatto ai nuovi trash metallers.

 

Fabio Sansalone

80/100