Provenienti da Rio Claro (Brasile),gli Anguere arrivano a “Choque” dopo un EP che ha messo ben in evidenza gli intenti e l’attitudine di questa formazione.

Pantaloni larghi,passamontagna e rabbia incandescente riportano a certe similitudini con i più famosi Brujeria (joint venture messicano/americana tra mebri di Fear Factory e Faith No More con guest stars di peso tra membri di Napalm Death,Cradle Of Filth etc. etc.),la loro musica è un compatto e deciso connubio tra hardcore ed metal che spicca per la brutalità sonora e l’impatto senza fronzoli degli strumenti.

Autoprodotto e distribuito su moltissime piattaforme virtuali e non,”Choque” ha forse la pecca di essere fin troppo ‘diretto’ : i suoni del disco riportano ai vecchi fasti del genere,con la voce in prima linea e quel suono di chitarra un po’ slabbrato che hanno l’impatto di un pugno allo stomaco…differente è il discorso sulla batteria,dove il rullante ha un suono secco e deciso (come nel rispetto della migliore tradizione hardcore) a differenza del resto del set che appare quasi triggerato (soprattutto nella cassa).

L’ascoltatore potrebbe trovarsi disorientato da così tanti elementi differenti in un album così diretto e,tutto sommato,ben plasmato e che scorre dall’inizio alla fine con una continuità decisamente piacevole e che tiene la tensione sempre alta…12 tracce in-your-face che non lasciano scampo,dove il microfono di Thiago Soares trasporta messaggi di rabbia e inveisce contro il sistema attraverso testi che hanno la loro forza nel raccontare il punto di vista di chi vive ogni giorno e sulla pelle le cose attorno a sé.
Le liriche sono davvero interessanti,una scrittura asciutta e diretta che ben si accosta al sound proposto e che non scade mai nel già sentito e già detto.

Per contro,la musica,in certi episodi,può risultare ‘citazionale’ o non proprio personale…ma è indubbia la sua caratteristica primaria : la potenza e l’aggressività che esplodono sin dalla prima nota.

I dieci secondi di “HxCxRxC” la dicono lunga su quello che si sta per affrontare : una breve e brutale traccia che apre l’album (e che ricorda,a parere del sottoscritto,le brief songs di bands come gli S.O.D. ) e spalanca le porte al conflitto sonoro.

“Campo Minado” si rifà all’hardcore classico (dritto,veloce e senza tregua),mettendo in luce un songwriting slayeriano (le chitarre sono davvero azzeccate) interessante e tagliente.

“Corrupçao FxDxP” e “Estado De Choque” puntano sulla diversificazione degli stili,mettendo insieme chitarre metal,attitudine hardcore e strutture altalenanti (in certi momenti ritrovo qua e là tracce di bands come Raised Fist e,in maniera più attitudinale, Indecision).

“Espelho Imoral” vede la voce di Thiago spostarsi su un registro più cupo,e in effetti la canzone,mostra un tono più tetro e minaccioso e le chitarre di Cleber Roccon sono terribilmente cattive nel loro inserirsi in riff decisamente metal ed oscuri.

“Dominio Do Mal” e “Guerra Santa” costituiscono un binomio musicale interessante,come se i due pezzi fossero uno l’ideale susseguirsi dell’altro,con strutture abbastanza simili tra loro e la batteria di Adriano R. Prado a tenere unito il tappeto sonoro imbastito da Roccon.In particolare,la batteria di Prado è un vero treno senza freni (notevole la parte finale di “Guerra Santa” dove gli accenti sulla campana del ride danno bene l’idea della tecnica che sembra non sentirsi -ed invece c’è eccome!- all’interno di questo album).

“Anguere” è un calcio nei denti ben assestato,dove compare addirittura lo sconfinamento nel grind (sempre un grande Prado a tenere il collante di questa song schizofrenica),un pizzico qua e là di metal estremo (la chitarra di Roccon è indiavolata!) e la voce di Thiago che sembra in procinto di uscire dallo stereo e prenderti a pugni…questo pezzo,che porta anche il nome della band,è forse il migliore del disco : in quasi 4 minuti si ha un assaggio dello scibile musicale della band…e non è poco davvero.

Il grido disperato di “Libertade” procede oscillando tra vecchia e nuova scuola,e “Mecanismo Corroido” vira  invece su uno stile decisamente più metal senza però disdegnare un finale degno del miglior hardcore new school.

“Olho Cego”  è un concentrato di hardcore,chitarre al limite del metal estremo ed un songwriting che mischia sapientemente partiture di vecchia e nuova scuola,mentre “Repressao” chiude l’album con il suo violento incedere ed il suo desiderio di libertà.

Gli Anguere dimostrano di fare ottima musica,confezionando un album d’esordio di qualità,dove tecnica e testi interessantissimi trovano un connubio ideale,anche se,una produzione forse più curata (se prorpio dobbiamo trovare un difetto a questo disco…) avrebbe giovato.


TRACKLIST:

1. HxCxRxC

2. Campo Minado

3. Corruçao FxDxP

4. Estado De Choque
5. Espelho Imoral

6. Dominio Do Mal

7. Guerra Santa

8. Anguere

9. Libertade

10. Mecanismo Corroido

11. Olho Cego

12. Repressao

 

 

LINE-UP:

 

Thiago Soares – Vocal

Cleber Roccon – Guitars

 

Adriano R. Prado – Drums 

 

 

Ed

 

85/100