Ormai i paesi dell’est sono una miniera d’oro per quanto riguarda Metal estremo, soprattutto il Death. In questo caso parliamo degli APOSTATE, Band Death/Doom metal Ucraina Nata nel lontano 1993. Band che inizialmente andava a rilento, infatti rilasciano il loro primo demo “Oblivion” nel ‘95. Nonostante questo lasso di tempo, il loro lavoro e’stato molto ben’accetto dalla comunità metallara, trovando molti sostenitori. Successivamente, 2 anni dopo fanno uscire un Ep intitolato ”A song of the lakedeath”, che non fa altro che ingrandire il seguito di fan della band. Purtroppo nel ‘98 la band si scioglie e nonostante il loro frontman riesca a ricrearla dopo appena un anno, si sciolgono nuovamente. Solo nel 2007, dopo che la loro demo è stata accettata dall’etichetta, che il Bassista rimette insieme i componenti, anche se con qualche cambiamento di membri, ricominciando a suonare e a ricalcare Palchi. Tra il 2009 e il 2012 la band suona ovunque, partecipando a molti festival e serate e dividendo il palco con band del calibro di Helloween e Therion. Successivamente hanno avuto altri cambi di componenti, persino di etichette, finendo in fine per firmare con la British Label Ferrum.

La formazione della band e’ l’attuale:

 

Alexander Kostko - bass

BohdanKozub - vocals

Nikita Holovin - drums

Yuriy Savchuk - guitar

Vlad Filimon - guitar

 

L’Ep che sto per recensire si intitola “Time of Terror” ed e’ composto da 5 tracce.

 

1-Solar Misconception: intro di voci esterne, in stile tipico film storico vecchio stile, della durata di  pochi secondi. Poi un lentissimo giro di accordi accompagnati da qualche colpo di rullante e crash crea una lenta e pesantissima agonia che viene riempita da uno growl basso e cupo che tende allo scream, qualcosa di veramente oscuro e pesante. Le note di basso suonate negl’intervalli sono geniali.

 

2-Pale Reflection: arpeggio doommato con qualche aggiunta di note singole di basso, una specie di ninna nanna triste e pesante, che va a unirsi poco dopo con l’altra chitarra che gira dei riff sempre lenti ma molto orecchiabili. La voce anche qui è fantastica, va a incastrarsi perfettamente nelle melodie costruite, generando un pezzo perfetto. L’alternanza di riff lenti doommati con parti più death e quindi più veloci e tecniche è fantastica.

 

3-Pain Served Slow: quello che sembrerebbe un giro di chiusura, lento che va in calata, invece non è che l’inizio di questo pezzo che credo seriamente, rispecchi l’entità del Doom e anche della band. Pesantezza nei riff, lente e massicce sinfonie di basso accompagnate da dei colpi di piatti e tom molto precisi. Growl che domina la canzone, sovrastando il tutto mentre il solo di chitarra qua è qualcosa di incredibile, corto, lento, preciso, poche note ma perfette.

 

4-Memory Eclipse: qua la situazione tende più al death. Più velocità e soprattutto più doppio pedale! Pezzo massiccio, con dei macinanti riff e pesanti colpi di basso. Anche qua la voce è immensa, copre ogni cosa, regalando alle orecchie dell’ascoltatore il devasto. Ottimi riff e anche qua il solo, come quello precedente è corto ma perfetto.

 

5-World Undiyng: anche qua come intro abbiamo voci esterne che si alzano sopra un fischio di ampli, per poi calare mentre qualche nota di basso da il via. Lento, preciso, pesante, naturalmente poco dopo viene raggiunto dalle chitarre che macinano lo stesso riff, mentre piccoli colpi di crash riempiono il tutto, lasciando libera la strada ad un growl veramente potente, l’essenza del Death/Doom viene rispecchiata perfettamente in questo brano. Nella metà del pezzo, soprassalta la tecnica del death, che da velocità e potenza al brano. Un alternarsi continuo, anche con le voci di intro che ogni tanto rispuntano, un pezzo complesso, unione di due generi differenti ma che riescono ad unirsi senza problemi. Gran bel pezzo, il mio preferito ad essere sinceri.

 

Suonando anche io in una band Death/Doom posso affermare senza ombra di dubbio che questa band è  tra le migliori e tra le più indicate a portare avanti il genere in Europa! I miei più sinceri complimenti alla Band. Pezzi massicci, completi, lenti e alternati con parti death, pesanti e di lunga durata (Ogni pezzo gira intorno ai 10 minuti), pezzi che sono l’essenza del Death/Doom.

 

 

Barabba

85/100