Questo quintetto originario di Pavia stimola la nostra curiosita' a cominciare dal monicker, Aramitama e' infatti il termine scintoista col quale si identifica il lato piu' rude e violento di una divinita', la traduzione migliore che si puo' trovare e' “anima impudente”.

Non e' comunque solo il nome a rendere interessante la proposta che arriva nelle nostre orecchie, il loro e' un metal variegato, non classificabile necessariamente in un genere, ma indubbiamente il richiamo piu' identificabile e' la corrente NWOAHM, con un forte riferimento al Death Metal scuola Goteborg per il gusto che emerge per le parti melodiche alternate con un growl poco profondo e confinato in alcuni sporadici momenti.

I pezzi di questo EP sono comunque ben strutturati, con complicati momenti di shredding, parti cariche di groove, e tiratissimi finali.

Si palesa pero' un tributo forse troppo evidente alle varie band di riferimento del genere, e da questo deriva una sorta di spersonalizzazione del sound.

Gli Aramitama rimangono una buona realta' italica, con musicisti di spessore e pezzi che ti fanno sbattere la testa, ma e' lecito aspettarsi di piu' in termini di evoluzione del suono personale.

A questo proposito l'esempio perfetto e' la chiusura di Forsaken, che ci regala una struggente sequenza di accordi di pianoforte per un piacevole momento di quiete dopo la tempesta. Una sorpresa assolutamente gradita e di grande impatto.


Che partano da qui i cinque ragazzi, da idee che provengano dalle loro teste, che se sono valide (cosa di cui sono convinto) come le loro mani avremo a breve un prodotto di valore che accoglieremo a braccia aperte.


Alle Rabitti

68/100