Devo ammettere che non conoscevo ancora gli Arcana Opera prima d'ora. Formatisi tra il 2009 ed il 2010 per il volere di Alexander Wyrd in terra vicentina, a quanto apprendo dal sito ufficiale della band; la formazione si compone di Bjorn Hodestil al basso, Sangua alla batteria, Dorian e Jag alle chitarre, Paolo Nox alle tastiere, Martina Vogler al violino e Alexander Wyrd alla voce.

Gli Arcana Opera hanno all'attivo una demo e due album (Quetzalcoatl 2014 (demo); Arcana Opera 2014 (primo full) ed e' appunto di questo secondo album, De Noir, di cui parleremo.

Da questo lavoro possiamo cogliere delle parole, che credo possano essere importanti per capire la volonta' e il suono di questo full; queste parole sono: Onirico, Manifesto, Ermetico, Pretenzioso, Noir... Questi ragazzi mettono in scena un genere molto particolare, a mio avviso, che prende molti spunti anche al di fuori del metal: cantautorato italiano, musica folk, classica e oserei anche aggiungere l’alternative rock italiano, insomma tutto da scoprire.

L’album si apre con la solenne introduzione di tastiera di Cave Canem, che ci regala un bel pezzo epico, con una nota power metal ed a tratti anche un po metalcore, l’accompagnamento di violino riesce a donare al pezzo quel tocco onirico\misterioso ed il growl alternato al clean riescono a donare al pezzo un discreto movimento, ed un pregevole finale di violino che ci conduce al lamento iniziale del Letto Rosso, che mi ricorda un po l’album Creuza de Ma di De Andre, bellissime le orchestrazioni di questo pezzo che riescono a sposarsi veramente bene con la parte piu’ metal, e' bello anche il parlato sul finale che ricorda un po' Capovilla dei Teatro. Poi veniamo al manifesto, Ambasciata Noir brano piu’ incazzato che si apre epico e sul finire si fa piu’ pesante, la canzone sembra voler comunicare l’ascesa del noir e dell’avanguardia mentre passiamo alla funerea Caffe’ Marco Polo, dalle tinte misteriose; La mia mano e’ ferma, la mia gloria e’ carta; alternata da passaggi molto pregevoli di violino e clean vocal notevole; Quetzalcoatl si apre con dei riff powereggianti che ricordano un po' i Folkstone, tuttavia questo non toglie nulla a questo pezzo dalle tinte allegre e danzerecce che riesce a convincere. La Tesi di Empedocle, brano molto delicato e dalla melodia che resta in testa.

Il lamento di Marsia e’ un pezzo molto solenne, una marcia che vi fara’ muovere la testa tra fauni, satiri e antichi dei. Passiamo alla Danza della Forca che suona liscio e scorrevole come i precedenti pezzi. Alla fine il brano Sul Pasubio Prima dell’Alba, che si apre con un allegra e azzeccata filastrocca, il pezzo continua arrabbiandosi sul ritorno del battaglione, continuando poi con la filastrocca per poi continuare solenne e chiudersi con un finale duetto tra voce e pianoforte:

<<Il cane abbaia rompete le righe, il cane abbaia tornate a dormire, Dio dell’inferno nell’alto dei cieli un brindisi eterno ai tuoi figli mai arresi>>.

 

 

Un album completo e, finito di ascoltarlo, mi sento soddisfatto e anche incuriosito, si dovrebbero sicuramente approfondire I testi, particolari e non li ho ancora capiti del tutto. Ogni musicista ha dato una buona prova di se e la composizione mi e’ sembrata molto ispirata e matura, anche se lavorerei ancora un po sulle parti metal che mi hanno soddisfatto poco in qualche pezzo, comunque questo fatto nulla toglie al mio voto finale.

 

Jonne Maifredi

80/100