Tutto inizia con un coro di chiesa, leggero, impalpabile …

e poi i Bloodtruth ti trapano il cervello !!

Questo combo di Perugia ti assale alla gola con un Brutal Death Metal sostenuto da un livello di tecnicismo inaudito, fatto di cambi di tempo, velocita' urticante e blast terremotante.

Questo sisma sonoro prosegue per tutta la durata del disco lasciandoti stordito ma al tempo stesso affascinato dalla perizia tecnica sfoggiata da tutti e 4 i componenti.

L'inserimento di cori ecclesiastici che si rifanno all'intro nel corso dell'album e' un'idea intrigante; questo palese contrasto mette in maggior risalto la macelleria (di classe s'intende) umbra, che non lascia un attimo di respiro.

La resa di ogni strumento su questo album (album d'esordio peraltro!!) e' perfetta, come gia' accennato in precedenza la padronanza di ciascun elemento e' eccellente: il drumming e' fulmineo, preciso, violento, i riff sono coinvolgenti e “Nileggianti”, accompagnati da assoli fatti con gusto; il basso sfortunatamente (ahime' tipico nel genere) non e' molto udibile, eccezion fatta per alcuni intarsi di valore. La prestazione vocale e' devastante, trasuda malvagita' ed e' costante per tutta la durata dell'album.

Nonostante la naturale spigolosita' del genere, questo album puo' essere ascoltato anche da chi e' poco avvezzo al genere, nonostante i canoni del genere siano in toto e magistralmente rispettati (blast beat in abbondanza, growl furioso, riffing come rasoiate), i Bloodtruth offrono numerosi spunti, spiragli a ben dire, di riflessione.

In conclusione Obedience rappresenta la risposta perfetta a tutti quelli (e sono tanti purtroppo) che definiscono il Death Metal come un genere che in italia non ha gruppi degni di reggere il paragone con quelli esteri. Il loro rumoroso “vaffanculo” riecheggi nelle orecchie di questi miscredenti.

 

Alle Rabitti

75/100