La band nasce nel 2016 dalle ceneri di Insanity Hazard e STAG in quel di Genova, i componenti sono:

 

Luca Scovazzi (Low): basso

Edoardo Napoli (Lord Edgard): chitarra

Francesca Queirolo (Scarlet): voce

Federico Nascosi (Nasco): batteria

 

Il sound proposto è un horror metal con componenti heavy metal '80, death e trash, freschi di contratto con la Masked Dead Records, "Transcendence Hymn" è il loro primo E.P. che ora con molta curiosità ed interesse vado ad recensire.

 

Ouverture - Mankind's fall: un'intro allo stesso tempo epico e misterioso dove gli archi si mischiano con le tastiere rendendo il tutto mistico e macabro... sul finire il pianoforte si aggancia al pezzo successivo.

 

Evil Extreme: la voce femminile sembra quella di una strega infuriata, poi iniziano chitarra e batteria; a primo impatto il sound sembra alquanto grezzo, il riff di chitarra è molto godibile e azzeccato, nel ritornello la voce si modifica passando ad un ben più poderoso growl, il seguito è un'ottimo esempio di quanto questi ragazzi siano degli ottimi musicisti, il pezzo non è molto tirato ma potente e deciso, abbastanza monolitico.

 

Dark Soul: mi piace come i pezzi si agganciano l'uno all'altro, una sorta di soluzione di continuità che non permette all'ascoltatore di perdere l'attenzione, anche questa traccia non è spinta ma è decisamente corposa, a circa tre minuti apprezzabile la pausa evocativa di batteria e chitarra, per un finale magniloquente.

 

Transcendence Hymn: penultima traccia di questo platter, ritmi lenti, cadenzati, la voce è sempre un mix tra il pulito, growl e scream, questo è il brano più lungo e più strutturato dell' E.P. molto interessante risulta, un po' prima dei 3 minuti, l'assolo di basso e poi l'assolo di chitarra di pregevole fattura, davvero da lasciare senza fiato, poi delle urla ad agganciarsi con Rebirth, l'outro.

 

Che dire cari Damnation Gallery, questo lavoro mi pare davvero molto onesto, il sound è poderoso e molto poco artefatto, grezzo se vogliamo, la sincerità è d'obbligo tra ascoltatore e band e voi ne siete un'esempio, gli strumenti conservano il loro spazio la voce ogni tanto  perde d'intensità ed i brani scendono un po', ma poco male si riprendono subito.

A mio modesto parere comunque cinque tracce di cui solo tre suonate mi paiono poco e non si può far altro che attendere un lavoro più maturo e completo per capire ed inquadrare definitivamente la band ed il proprio sound.

 

 

 

Igor Gazza

73/100