Dark Awake è una band neo folk formatasi ad Atene (Grecia) e capitanata da Shelmerdine VI. La band ha pubblicato finora tre album “Meseonas” nel 2008 seguito da “Epi Thanaton” e, quello di cui discuteremo, “Soil, Blood… And The Reaping Of Light”.  Quest’ultimo album tratta argomenti del pre-guerra della Germania, come la presunta stregoneria del nord ad esempio e simili. E’ stato aggiunto un membro alla band, Sekte, per mettere in evidenza le narrazioni, i cori e la voce. Inoltre vorrei aprire una piccola parentesi sulla copertina dell’album, si tratta di un’immagine probabilmente Biblica o Mitica in bianco e nero che personalmente ritengo azzeccatissima. 

Ad un' epica copertina corrisponde un epica musica, a partire da Luminous Vril, suoni di guerra, di aeroplani che si schiantano per terra e di bombe che esplodono  precedono suoni di morte e distruzione in dissolvenza e un costante rombo in background che anticipano la batteria che viene sparata all’improvviso con sound martial.                                                                               Babylon (The Scarlet Whore) raggiunge una musica più drammatica. La combinazione di suoni che ci si aspetterebbero da un film in bianco e nero e la strumentazione classica della band. Forma una fantastica traccia. Le parti vocali cantante a dovere e due colpi finali di batteria aprono la strada al brano che segue. Comprensivo di parte strumentale della chitarra acustica Seidr And Runes include anche più vocals e suoni come fischi. Il sound sembra perdere un po’ la qualità qua ma penso sia una cosa voluta e i suoni elettronici lasciano il posto alle armoniche che creano un sound ancora più martial. Il primo vero e proprio pezzo “dark ambient/drone” pure si ha in Lusjafura, utilizzando tutti gli elementi più oscuri e sinistri che la band ha da offrire. Sussurri fanno eco sulle pareti di una caverna, mescolando e mixando in modo tale da non comprendere a pieno il pigolio maligno. Strisce di suoni chiari e brillanti pop-up sembrano distruggere il male ogni tanto ma poi vengono ogni volta sostituiti di nuovo da suoni cupi e pesanti.                                                                                                                                             Con 120 Days Of Sodom si ha ancora più “dark ambient” e sicuramente se avete visto il film o letto il libro da cui il titolo della canzone deriva, allora già avete compreso l’oscurità di questa traccia. Con l’abbondanza di modelli cupi, di rombi e  l’allungamento finale dato dal piacevole suono del pianoforte, questa canzone è stata fantastica.                                                                 Le Conte Du Graal ha un sound quasi santo. A momenti suoni a vuoto rotti da schianti contro barriere e altre volte canti religiosi accompagnati da suoni di carillon e cori in sottofondo. Alla fine è stato un brano affascinante pure questo.                                                                               Lux Et Tenebris è un fantastico pezzo al pianoforte che ti rilassa ma lasciandoti vigile di te stesso. Il ritmo lento dei movimenti di Lapsit Exillis è stato riempito da una specie di allarme e dalla batteria più martial che mai. E ancora una volta sembra una melodia militare.                   In Meine Nacht Ist Licht esce una brillante musica classica legata a suoni più profondi che creano un ambiente piuttosto acuto. Ha le qualità di una traccia da colonna sonora di film, dal sound epico, è forse la miglior traccia dell’album finora e fa pensare ad un’estrema infinita lotta tra luce e buio, bene e male. L’ultima canzone dell’album è Soil, Blood…And The Reaping Of Light (da cui prende il titolo l’album appunto), ed è una traccia semplice che mette in mostra ancora più suoni di guerra tra bombardamenti e mitragliatrici. Sound ipnotico in un certo senso, dato dalla combinazione di effetti lievi e non. 

Vorrei dire che sono impressionata da quest’album in tutto e per tutto, i vocals di Sekte sono stati perfetti e nulla da ridire a riguardo, ma forse sarebbe stato meglio omettere alcuni di tutti quei suoni di guerra che a volte risultavano noiosi. In conclusione si può dire che sia un album eccellente.

 

 

Touka

80/100