Gli emiliani Deadly Carnage continuano a portare avanti il loro nome all'interno del panorama black metal, continuando a rimanere una grande novità nel panorama black metal sia grazie alla particolarità dei loro brani, sia grazie all'atmosfera che riescono a creare.

A due anni di distanza dal loro ultimo Full Lenth "Manthe", per celebrare i loro 10 anni di Attività i Deadly Carnage con un EP intitolato "Chasm", EP contenente un sette pollici, un cd, una spilla e una foto autografata, il tutto limitato a 100 copie tutto autoprodotto, insomma un pacchetto generoso per i fan da parte della band.

In questo disco la prima cosa a risaltare è una forte influenza post rock/shoegaze, che si unisce agli elementi post black e Dommeggianti che caratterizzano il loro genere da ormai 10 anni, la produzione come sempre è eccellente, le chitarre risaltano alla perfezione e donano quella vena molto melodica, atmosferica e allo stesso tempo molto malinconiche e travolgenti.

Night Was The End, prima traccia del disco si apre con un atmosfera prettamente shoegaze, accompagnata dal cantato in Clean, batteria e basso accompagnano il tutto alla perfezione, alternandosi tra arpeggi melodici seguiti dai ritmi più tirati e decisi che oscillano tra il doom e il post black, queste seguite da una voce più aggressiva.

Hole of Mirrors contiene elementi più progressisti, con arpeggi più studiati e batteria più ritmata ed assoli più melodici, la voce qua si fa spazio bella diretta per poi "addolcirsi" di più nella parte centrale.

Molto d'impatto è sicuramente anche l'artwork dell'album che richiama un atmosfera molto primaverile, con colori accesi che si fondono a quelli più cupi al quale sono abbinati.

Peccato che il disco sia composto da sole due tracce perchè è davvero allietante come ascolto, molto coinvolgente e gradevole.

Be che altro dire, i Deadly Carnage sono come sempre molto aperti alle sperimentazioni ma senza esagerare troppo, disco che consiglio vivamente ai fan di Solstafir, Alcest, Les discrets e Katatonia e si spera che questa band possa ancora rapirci coi loro album che fino ad ora non hanno mai deluso.

 

 

Matt Innerfrost

90/100