Sotto il nome di Barafoetida operano le menti e le braccia di Triplax Vermifrux ed Ebola (conosciuto meglio come Denny Zeta),che dal 2001 pubblicano senza sosta dischi sperimentali dove l’elettronica è l’elemento principale della musica che il duo di Rovigo  compone,produce e pubblica.

Nato come un progetto esclusivamente in studio e con l’intenzione di utilizzare per le loro creazioni quasi esclusivamente i software musicali,il duo si è più volte avvalso di collaboratori esterni,come Luca Guarnieri alias Luke Warner della band gothic/industrial Melt Of Thoughts.

 

Fresco di stampa arriva “Iridium”,pubblicato a nome del solo Denny Z,ma sempre sotto il tetto del progetto Barafoetida,ed è un viaggio sonoro che unisce diverse influenze,che mischia in maniera eclettica ed insolita l’industrial (quello meno ritmico e più ‘concettuale’) con l’ambient,senza mai sforare nell’eccessivo o nel ridicolo.

 

“Viral Dark” apre questo interessante lavoro con un basso statico ed ipnotico ed una batteria che ricorda quasi un film horror anni ’80 (la prima figura che mi è saltata alla mente è Claudio Simonetti e le sue atmosfere ‘sospese’),mentre “Biochemistry” è un concentrato di ambient che potrebbe benissimo stare in un videogame di metà anni ’90,con oscure tinte di organo synth che si sovrappongono e scambiano andando quasi a sfiorare l’udito senza entrarvi in contatto diretto,ma avvicinandolo in maniera sinistra.

“Relaxed” potrebbe richiamare il suono di un neon in una cabina di sterilizzazione,mentre “Black Hole”,con i suoi ‘disturbi’ software che si dipanano qua e là lungo il brano,sovrappone sonorità di diversa tonalità sino alla fusione in un unico fascio di note che sfuma lontano.

 

“Cosmic Dust”,con una tonalità maggiore che improvvisamente dà spazio a sonorità più sinistre e maligne,ci porta nello spazio profondo,dove la mente galleggia e contempla il corpo che si perde,abbandonato a sé stesso nell’infinità delle stelle…il contrasto tra suoni sinistri e tonalità più ‘speranzose’ rende bene l’idea dell’ambiente sia ‘interiore’ che ‘esteriore’ della song...i suoni suggeriscono un’immagine,ancora meglio,a dirla terra terra,’ti fai un videoclip’ di quello che ti suggerisce sia il titolo che i suoni che fanno parte della traccia…la stessa cosa,infatti,accade per la traccia successiva “Drone”,dove sembra di essere proprio su di un drone che attraversa il deserto privo di vita,in una landa desolata e senza tracce di umanità.

 

“Deep Sleep” riprende il tema di “Relaxed”,mentre la successiva “My Paranoia” è un intenso trip-hop sperimentale che sembra unire le atmosfere di  Silent Hill alle sonorità tipiche di certe band rap/industrial come gli Antipop Consortium.

“Delirum” ritorna ad utilizzare la struttura della sovrapposizione di suoni fino al fascio unico di note,utilizzando però delle tonalità più fastidiose e quasi metalliche…una specie di didgeridoo elettronico senza la flessibilità sonora dello strumento originale che come un ronzio statico e terrificante attraversa la testa da parte a parte.

 

“Last Image Before Dying” è un quadretto desolato,un’atmosfera autunnale e decadente che emerge qua e là tra lunghi suoni e attimi scanditi da un pendolo che inquieta e tiene alta la tensione;“After The Storm”,con quelle tonalità maggiori che spuntano dalla penombra di un’atmosfera cupa e tetra,riecheggia tra sprazzi lucenti che filtrano da nubi tempestose e il presagio del peggio che non sembra (o forse sì?) passato.

“Selfie Deadly” è forse la traccia più ‘positiva’,dove le sonorità presenti ispirano più apertura che cupezza,mentre “Fear” fa la parte degli intermezzi già proposti con “Deep Sleep” e “Relaxed” (ma non sono forse eccessive queste transizioni che sembrano tutte simili?);”Supernova” si rivela piano,eterea e sognante,corale e radiosa,mantenendo però,nel suo sottosuolo,uno strato di statica e profonda malinconia… tutto sommato sembra essere la traccia più ‘solare’ del disco.

Chiude l’album la title-track: “Iridum” sembra l’ideale continuazione della traccia precedente,meno corale,più spoglia,con un velo di malinconia sottostante ed un’apertura a sonorità più limpide e brillanti (un piano solitario che mi ricorda le cose più statiche di Thomas Newman)…un’ideale conclusione ad un album che ha vissuto di cupezza e sinistre atmosfere e che ora riemerge verso la luce del giorno.

 

Qui  non c’è traccia di metal,rock o altre derivazioni,qui non ci sono ritmi,o almeno,non ci sono ritmi e note convenzionali,non c’è niente di quello che un classico ascoltatore di musica metal o rock potrebbe sentire…ma è pur anche vero che “Iridium” è un bell’album,prodotto assai bene cercando di mettere ben in evidenza,seppur in mezzo a tutta questa elettronica,l’analogicità,o meglio,la fisicità degli strumenti usati (assolutamente encomiabile la mancanza di ambienti esterni in fase produttiva,ma solo la nuda macchina che riproduce i suoni,un tentativo davvero coraggioso di non voler confondere l’idea della produzione con quella della composizione in sé,dato la quantità di effetti usati già nell’uso degli strumenti).

E soprattutto la mancanza di una voce,e la già citata mancanza di ‘ritmica tradizionale’,rendono ancora più valore a questo disco che va ascoltato,se non con passione,almeno con sana curiosità ed interesse.

È anche vero che in lacune tracce si sente qualche idea ripresa o in parte ripetuta (volontà di voler usare un trait-de-union o idee ripescate e riarrangiate?),e che la copertina mi ricorda anche troppo bene quelle famose compilation di techno anni ’90 ad opera di Rex Anthony e Doris Norton (si poteva davvero fare di meglio)…ma in sostanza il progetto Barafoetida,ed in particolare Denny Z hanno confezionato un album di qualità,difficile all’ascolto (ma gli appassionati di ambient e industrial indie potrebbero amarlo alla follia) ma di spessore e concettualmente interessante e ben strutturato.

 

TRACKLIST:

1. Viral Dark

2. Biochemistry

3. Relaxed

4. Black Hole

5. Cosmic Dust

6. Drone

7. Deep Sleep

8. My Paranoia

9. Delirium

10. Last Image Before Dying

11. After The Storm

12. Selfie Deadly

13. Fear

14. Supernova

15. Iridium

 

 

LINE-UP:

Danny Ebola Z

Triplax Enea Vermifrux

 

 

Ed

85/100