La passione di Fabio Mariantoni e Giovanni Fiordeponti per l’heavy metal nasce tra i banchi di scuola delle elementari; fin dalla tenera età i due chitarristi hanno sognato di fondare una band in cui suonare il loro genere preferito. Questo progetto si è avverato nel 2013, con la nascita dei Devoted Madness e si è affermato con l’aggiunta di Mattia Rossi al basso e Nico Pezzotti alla batteria.

The Night Is Coming è il loro demo autoprodotto, uscito nel 2014. Una demo autoprodotta ha quasi sempre un piccolo grosso difetto: la qualità sonora è di bassissimo livello. Questo malus ha il malaugurato potere di impedire a qualsiasi pezzo, anche il più geniale e interessante, di brillare come dovrebbe, confinando quest’ultimo nel famigerato limbo del “ma si dai... carino... ”. Inutile dire che questa demo non è estranea a tutto questo; il punto davvero dolente però, è che in The Night Is Coming, anche le canzoni stesse sono di bassissimo livello. La demo è, infatti, una raccolta di pezzi fortemente influenzati dall’heavy classico (Judas Priest, Black Sabbath, ecc), tanto da risultare troppo, davvero troppo, vecchi, banali e forse anche noiosi. A questo non proprio confortante quadro si aggiunge il fatto che il cantato, fornito dallo stesso Giovanni Fiordeponti, è completamente da rivedere per il semplice motivo che Fiordeponti non è un cantante. E questo purtroppo si sente parecchio in tutte e quattro le canzoni del disco. Alcuni riff e alcune trovate sarebbero potute essere anche molto orecchiabili se fossero state sviluppate in maniera più esperta in modo da inserire nei giusti punti il riff più adatto al contesto. Quello che troviamo, invece, è un semplice ripetersi dello stesso giro già sentito milioni di altre volte; accattivante certo, forse anche coinvolgente, ma fin troppo banale. 

É chiaro però che questo è un gruppo estremamente giovane, le cui idee sono ancora così tanto acerbe da dover dare loro il tempo per svilupparsi, per crescere e forse anche per cambiare ed evolversi in qualcosa di molto più interessante e appassionante. Infatti, in The Night Is Coming si può chiaramente percepire la vena più creativa dei quattro ragazzi in un paio di occasioni: la bella parte di chitarra pulita di Street Of Roses, che porta una ventata di melodia a una canzone fino a quel punto sterile e l’interessante quanto inaspettato cambio di tonalità in Tears Of Hope, pezzo assolutamente insostenibile senza quella piccola variazione armonica. 

Insomma, i Devoted Madness sono alle prime armi e questa demo ne è la conferma (pezzi banali e voce insufficiente con linee vocali praticamente assenti) ma bisogna dar loro il tempo di crescere: questi ragazzi possono ovviamente dare molto di più di quanto hanno dato in questo disco, tirando fuori la vera creatività mostrata solo a tratti nei pezzi che lo compongono. Spero che questa recensione non venga intesa come una severa punizione ma più che altro come un minuscolo contenitore di consigli, che spero possano servire in qualche modo alla crescita di questo giovane gruppo.

 

 

Jacopo Nardini

35/100