Dopo circa un'anno dall'uscita, mi trovo per le mani questo dischetto uscito nel 2015 ed edito dalla "Underground Symphony", sarà che conosco di persona i fratelli Balliano sarà che l'artwork mi ha incuriosito, sarà che mi hanno allungato questa copia solo dopo un'anno dall'uscita...., ma mi sono detto perchè non scriverci su una recensione, male che vada mi picchiano!

 

Bando alle ciance, gli Energy of the Elements nascono nel 2008 ad Avigliana una ridente cittadina vicino a Torino e nel 2009 editano il loro primo E.P. "Heavenly Force" poi nel 2015 esce il loro primo album "03:30 Dehuman Rise" composto da undici tracce per una durata superiore ai cinquanta minuti, il sound proposto è un epic/power metal molto strutturato e contaminato da svariati generi, eseguito in modo impeccabile, inoltre in questo album vi sono delle collaborazioni importanti che arricchiscono ulteriormente il valore del platter, e con la bava alla bocca e tanta curiosità vado ora a recensire il disco in questione con il mio consueto track by track:

 

Episode: Intro epico con schitarrata iniziale molto power metal il suono si presenta già robusto e rotondo batteria poderosa e tastiere sempre presenti ma mai ossessive, la voce è registrata un pelo bassa ma credo sia voluto, le parti strumentali sono molto ampie e ben strutturate il brano è molto divertente e cambia ritmo spesso non lasciando spazio alla noia, a tre minuti e trenta circa un'ottimo assolo si chitarra, mi piace molto il fatto che l'acuto del cantante si mischia con l'assolo di chitarra, geniale.  

 

Facing the Oracle: si parte subito con il secondo pezzo qui vediamo la collaborazione di Denise Manzi ( Misteyes), il brano è armonioso ed impreziosito dalla voce aulica il risultato finale è davvero ottimo,  gli strumenti hanno il giusto spazio, il ritornello è molto azzeccato, gli assoli di chitarra proposti dalla band sono "prepotenti" non si può far a meno di fare dell' "air guitar".....

 

The Message: un'arpeggio di chitarra ci accompagna alla scoperta del terzo pezzo che risulta immediatamente ampio, il genere  differisce decisamente dai brani precedenti il cantato è più diretto, meno power, a tratti più recitato, ma il risultato è oltremodo soddisfacente, le tastiere aprono il brano lo rendono emozionante ed intenso.   

 

Abyss Within: ma quanto mi piace quando al power viene contaminato dalla voce growl del death metal, qui infatti troviamo come ospiti Flegias (Necrodeath) e Mattia Casabona (Aspasia), il risultato è una mazzata incredibile di potenza e melodia, il ritornello estremamente melodico si contrappone alla ruvidità del growl, il lavoro dietro alle pelli è davvero encomiabile.

 

Never Fall Down: di stampo decisamente power il quinto pezzo la voce è molto "strillata" e ben si contrappone con il ritornello molto più lineare, il brano è veloce senza troppi fronzoli molto epico, la traccia sul finale è quasi tutta strumentale, chitarre, basso, tastiere e batteria volteggiano si mischiano rendendo l'atmosfera davvero metallica...

 

2012: traccia più lunga dell'intero platter l'inizio e arpeggiato e molto tranquillo, ma come un fiume in piena che spezza gli argini, questo brano si spande ed esplode nelle casse dello stereo, il ritornello è estremamente particolare un mix tra epico e ringhiato che rende il tutto caratteristico, la svolta ai quattro minuti dove l'assolo di chitarra rompe gli schemi rendendo il brano ancora più intenso e passionale...

 

Follow Me:  poderoso l'inizio della settima traccia qui troviamo ancora Denise Manzi ( Misteyes) ed un nuovo ospite Benny Bianco Chinto (ex Disarmonia Mundi), questo brano risulta davvero ben riuscito con il growl e la voce aulica che danzano e si mischiano, diventando corpo ed anima tutto  supportato dal comparto strumentale sempre robusto, e anche dalla voce del cantante solista che rimane un pelo in ombra in questo brano ma risulta sempre all'altezza della situazione.

 

Gloria Anima Mundi: più marziale ed epico il brano in questione già solo per il titolo..., questo insieme al precedente sono i brani cardine di questo platter estremamente intenso, il sacro fuoco del metal qui si manifesta rendendo il pezzo davvero unico nel suo genere, il ritornello è davvero incantevole mentre allo scream troviamo ancora una volta Mattia Casabona (Aspasia)

 

Hiding Behind Shadows:  particolare l'inizio qui troviamo ancora Mattia Casabona (Aspasia) e novità: Andy Midgley (ex I AM I, ex Liquid Sky, ex Power Quest, ora Neonfly), il sound è molto meno power suona quasi metalcore (solo per alcuni passaggi), veloce, insistente, pesante questo pezzo è un concentrato di rabbia mischiata alla melodia, suona cattivo già dal primo assaggio, da ascoltare e goderne.

 

Say Goodbye: rimbalzante e potente il penultimo capitolo del platter la cavernosa voce di Benny Bianco Chinto ci conduce nei meandri di questo brano sempre a supporto del bravo Fabrizio Balliano, il pezzo è roccioso e sempre carico senza cedimenti e ci porta verso la fine del disco.

 

Rise of the Sun: ultima fatica per la band torinese che si congeda dall'ascoltatore nonché dal sottoscritto con questa perla decisamente power metal con un ritornello da brividi ed un finale esplosivo.

 

Ragazzi!!!!!che fatica, questo album secondo me è una bomba, mi piace e lo riscrivo: mi piace un sacco non amo particolarmente il power metal ma quando è così contaminato, imbastardito, ibridato con altri generi musicali diventa insuperabile la potenza e la melodia la rabbia si fondono e creano un prodotto di raro impatto sonoro.

A tutto questo ci si mette la maestria dei protagonisti la produzione davvero eccellente del cd e ci troviamo di fronte ad un quasi capolavoro.

Ora perché "quasi"? Dopo le lodi fino ad ora tessute?

Quasi capolavoro perché secondo il sottoscritto avere un'album con così tanti ospiti rischia di snaturare la band, di metterne in secondo piano alcuni componenti.

Ad ogni modo il prodotto servito dagli Energy of the Elements è davvero di notevole fattura, un'ascolto e soprattutto l'acquisto del disco è consigliato a tutti gli amanti del metal dal più estremo al più melodico e power.

 

 

 

Igor Gazza

90/100