Gli Equaleft sono una band groove metal da Porto / Gaia (Portogallo ): dal momento dell'uscita della loro prima demo nel 2008 non hanno mai smesso di suonare dal vivo, si sono esibiti in festival come SWR Barroselas Metalfesft, Hardmetalfest, Moita Metalfest, Vimaranes Metalium Fest e condiviso il palco con band come Web, Holocausto Canibal, Heavenwood, The Haunted, Dew Scented, Grog, Dagoba e Pitch Black. Il loro sound è definito come metal unito ad una dose massiccia di groove ed un pizzico di melodic.

Esce ora il loro album di debutto: Adapt & Survive.

 

Formazione:

 

Miguel“Inglês“ - Vocals 

Nuno “Veggy” - Guitar 

Marcos Pereira - Drums 

Bernardo “Malone“ - Guitar 

Mike Seewald – Bass

 

Tracce:

1. We are the chameleons 

2. Maniac 

3. Tremble (ft. Nuno Pereira from Tek.Analogy)

4. New false horizons (ft. Filipe Correia from Concealment) 

5. Human

6. Heroes of nothing 

7. Hymns of obedience 

8. Invigorate 

9. When ruin becomes a bliss

10.To step (ft. Paulo Rui from Besta)

 

 

L’album contiene 10 tracce tutte comprese tra i 4 ed i 5 minuti di durata (con qualche eccezione, come per “Invigorate”, della durata di soli 2 minuti e 40 secondi circa); tutte delineate da toni cupi e molto bassi, distorsioni estreme ed una voce scream ben curata che accompagna le tracce dall’ inizio alla fine senza fronzoli o effetti d’ altro tipo: Metal duro, puro e semplice.

Anche la batteria non è da meno con ritmi molto marciati, doppio pedale presente e cenni di blast-beat che sporadicamente assaliranno l’ ascoltatore in tutta la loro potenza.

Il tutto è ben registrato ed equalizzato, peccato tuttavia che con i quasi - perennemente bassissimi toni delle chitarre distorte il basso si perda in pressocché tutte le tracce, diventando quasi inudibile se non con cuffie o impianti stereo di un certo livello e solo in alcuni momenti, sarebbe stato gradevole sentirlo più protagonista in almeno qualche traccia.

Ma questo non è il vero problema dell’ album, che di per sé è potente, energetico e dall’ anima aggressiva e pensata tipica del metal estremo, ma che purtroppo soffre di una certa ripetitività che dalla prima alla penultima traccia ci accompagna, con qualche eccezione fatta ad esempio per la traccia “Heroes of Nothing” che spezza, almeno per qualche minuto, questo senso di già sentito.

Perché fino alla penultima? Beh, perché l’ultima traccia, “to Step”, dalla durata di meno di due minuti, cambia piacevolmente tutte le carte in tavola con un’ aria più scanzonata e riff che quasi ricordano l’ heavy anni ’80 unito al metal estremo moderno. Ottima uscita!

 

In sintesi un buon album: metal duro e puro che tuttavia soffre di un basso poco presente e di una certa ripetitività spezzata troppo di rado, in ogni caso se siete in cerca di musica che vi faccia scatenare e sfogare gli Equaleft molto probabilmente fanno per voi.

 

 

 

FRANCESCO "LAEMOTH" PERUZZI

73/100