I Foret d'Orient sono originari della città di Venezia in attività dal 2009 ma solo nel 2011 rilasciano il loro primo EP dal titolo "Essedvm", successivamente nel 2015 autoproducono il loro primo album un concept dal titolo "Venetia", il cd in questione è composto da sette tracce più un' intro ed un'outro completamente strumentali, inoltre la band ha in line up un'arpista, questo sicuramente ha aumentato a dismisura la mia curiosità.

 

Sacrum Militare Oratorium: Tamburi da guerra e sintetizzatori intro decisamente maestosi che lascia presagire un proseguio altrettanto importante.

 

A Reitia: Con cantato rigorosamente in italiano parte la seconda traccia del concept, i nostri propongono un black metal molto sinfonico dove oltre l'ottimo lavoro dietro alle pelli, le chitarre sono quasi pulsanti e ad amalgamare tutto ci pensano le tastiere e, che dire, sul finire del pezzo un'assolo di arpa...

 

Dal Mare alla Terra - Adhuc Viventi: Violenta e più rocciosa la terza traccia! La batteria è una mitragliatrice, il basso si sente e pesta deciso, un paio di assoli di chitarra servono a rendere la struttura del pezzo più dinamica e varia.

 

Lepanto: Inizio suadente di arpa, poi la battaglia prosegue.  

Nel ritornello quando dal growl si passa ad un cantato pulito, bhe è quasi da pelle d'oca.

Un pezzo non comune, molto vario e intenso, assoli di chitarra, voci sussurrate ed un growl pesante, fanno corpo unico a formare quello che secondo me è il cuore del concept.

 

Sogno de Vis: Dopo l'intro si sinth ecco che i nostri ci scaricano una chitarra ultra distorta e una batteria super veloce, ma niente paura, a 2 minuti dall'inizio tutto si quieta ed i ritmi sono più "normali", anche qui la struttura del pezzo è molto varia, tanti cambi di tempo ed alcuni passaggi orchestrali davvero interessanti.

 

Dominio da Mar: Anche questo pezzo risulta molto interessante. Oltre una bella dose di melodia e  inserti orchestrali abbiamo un paio di versi cantati in clean vocals che rendono il pezzo, nonostante i suoi quasi sei minuti e mezzo, davvero piacevole.  

Adagio in Sol Minore: Questa traccia è totalmente orchestrale: tastiere ed arpa dalle sonorità malinconiche e struggenti davvero di pregevole fattura.

 

In sostanza il disco a me è piaciuto. Ottimamente suonato, ogni strumento suona come deve e, soprattutto, non è mai fastidioso o ridondante, avere un'arpista in line up, secondo me, è assolutamente notevole in quanto si riescono ad avere delle sonorità non usuali nel metal, diverse da quelle super inflazionate del violino che, nonostante ciò, fa sempre la sua figura Importante è stato anche l'apporto di Fearbringer (polistrumentista ed unico membro della band Fearbringer)  in queste quattro canzoni:  "A Reitia", "Lepanto", "Dal Mare alla Terra" e "Dominio da Mar", soprattutto nel cantato pulito e non.

Un'altra cosa che a me è piaciuta parecchio è che, anche se il cantato è in growl, le parole si capiscono in modo chiaro permettendo così a chi ascolta di avere un'idea del songwriting che, in un disco come questo, è molto importante.

 

 

Igor

78/100