Gli Haddah sono una band lombarda, nasce nel 2001, all'attivo un solo album edito nel 2014 "Through the Gates of Evangelia" uscito per la Beyond production.

 

La proposta musicale è un Melodic Death Metal a tematiche epiche e mitologiche.

 

Ora a distanza di un'anno dal primo album sfornano questo E P  "Path to Nefrath" costituito da sei tracce per una durata di circa 24 minuti, assolutamente intensi, la caratteristica che più salta alle orecchie è la presenza di una doppia voce, maschile e femminile, che come nella maggior parte dei casi: il vocione growl maschile si affianca ad una delicata ed angelica voce femminile, no, non è così, anche la voce femminile si diletta in growl e scream davvero devastanti.

 

Andiamo ora ad eviscerare track by track questo lavoro:

 

I Am Alexandros: stupendo l'intro, apre il piano poi chitarra batteria e basso, un minuto e quaranta secondi solo strumentale, poi l'aggancio perfetto alla seconda traccia.

 

Immortal Soul of the Conqueror God: partiamo subito forte, batteria a bomba, le chitarre sono feroci, il growl è cavernoso e profondo come una pozza di pece, davvero interessane il passaggio allo scream femminile lacerante. Il ritornello è molto melodico costituito dal growl in contrapposizione alle clean vocals femminili che comunque agiscono su due piani diversi.

Mi piace molto la ritmicità martellante di questo brano.

 

When Rage and Vengeance Desire Blind the Heart of the Mighty Berserker: decisamente più monolitica della precedente, questo pezzo è un macigno di death metal carico e super tirato, il ritornello comunque conserva una parte di melodicità, viene mantenuto anche il ritmo martellante, quasi rimbalzante, del brano precedente, non ci sono clean vocals, ma sul finire del brano un bell'assolo di chitarra, che rilassa i tempi e chiude la traccia.

 

Witness the Empty Thrones of Space and Time: furia, la simpatica cantante femminile, dimostra tutto il suo valore, il pezzo è violento e tirato, il lavoro dietro alle pelli in questa traccia è mastodontico con continui cambi di tempo, le chitarre si infilano nelle trame del pezzo come spilli e il basso soprattutto nel finale chi delizia del suo fascino.

 

Sunlight Like Knives in the Flesh: inizio più evocativo e rilassante per la penultima traccia, ma dura poco, il suono progressivamente si espande e dalla quiete si passa alla rocciosià del death, growl e scream si mischiano, danzano si rincorrono.

Il brano è meno tirato, non meno violento, i ritmi sono meno sostenuti, a chiudere un'arpeggio di chitarra.

 

No More Sorrow: la chitarra apre l'ultima traccia, le clean vocals questa volta in contrapposizione con il growl si esprimono nel migliore dei modi, il ritornello è melodico ed è davvero ficcante, anche qui il lavoro di batteria è davvero interessante infatti anche questo brano è pieno di cambi di ritmo che lo rendono vario e dinamico.

 

Che dire di questi E.P., assolutamente convincente, la produzione ha altissimi standard gli strumenti conservano il loro spazio ed i suoni sono potenti e puliti, per ultimo, si può sentire una assoluta precisione nell'uso degli strumenti, caratteristica che denota la bravura e la devozione di questi ragazzi alla musica.

Che dire della cover dell'album? Davvero fantastica.

Quindi per trarre le conclusioni, è inutile dire che questo album mi è piaciuto molto e, credo, anche gli Haddah portino al movimento metal italiano quella ventata di aria fresca che in questo momento urge più che mai.

 

 

 

Igor Gazza

80/100