Il metal nel Molise e’ tutt’altro che morto, ce lo dimostra l’ultimo album rilasciato dalla Band "Hellsteps".

Nata nel 2006 dalla mente del chitarrista degli Athanor. Inizialmente dedicata agli influssi Black, la band, tramite alcuni cambi di formazione, inizia ad avvicinarsi al trash e al death, fondendo alcune tecniche e riff derivanti da questi ultimi generi  per creare un sound pesantissimo e macinante.

La band ora e’ composta da:

Pasquale Carotenuto (Vocal), Pierluigi, conosciuto come Lord of War (Guitar), Antonio Ochhionero (Guitar), Domenico Di Maria (bass) e Gianni Tozzi(Drum).

L’album, “LAST MOMENT OF SANITY” e’ composto da 6 tracce.

Si apre con “Arcana Malvagita'”: Chitarre che si alternano per poi andare a macinare riff in stile trash sulle note cantate che narrano di Arhenam, divinita’ della religione Zorostriana. Il gioco di cantare alcune parti in italiano, basandosi sul capolavoro di Giacomo leopardi “inno ad Arimane”, e’ geniale.

"Bastard Sorrow", con un’arpeggio di basso assieme alle chitarre, crea un’atmosfera che va subito ad infrangersi con uno scream lento ma allo stesso tempo pesante. Il testo parla della condizione umana e la continua lotta contro la piu’ grande paura dell’uomo: la morte.

"Carthago delenda est", gia il nome dice tutto, narra della caduta di cartagine per mano dell’esercito romano. Il testo e’ quasi tutto in latino tranne nel ritornello che e’ tratto direttamente dalle storie dello storico romano Polibio. Riff decisi e batteria che creano un’atmosfera veramente ancestrale, riesce a penetrarti nella mente!

"Daimonesias(Punishment of god)", forse la canzone migliore dell’album, attacca subito con chitarre e voce che sembrano legarsi magicamente. Il basso, in questa canzone, e’ veramente il fulcro, riempendo ogni singolo spazio vuoto. Il doppio pedale fa da padrone tra un riff e l’altro. Il testo narra del re Antinioco IV Epifanes, che venne punito dagli dei mentre regnava in Siria.

"Adrenaline", pezzo molto trash, si basa sul gioco delle 2 chitarre che si alternano inizialmente per poi creare un unico suono pesante e devastante. Basso che macina con note precise e incise con precisione mentre la batteria gioca un ruolo fondamentale anche in questo caso. La voce narra di un semplice inno al devasto!

"Epi Cratos", canzone ispirata alla battaglia delle termopoli in cui 300 sparani si opposero all’invasione dell’esercito di re Serse. Si parte con un doppio pedale per poi essere seguito da un riff molto epic contornato da uno scream in stile Black metal. Precisione e sonorita’ sono il fulcro di questo brano, veramente potente.

Per me Quest’album e’ uno dei migliori nella scena Italiana!

 

 

Barabba

80/100