Il folk-metal è una realtà ben consolidata nel nostro territorio,ma si sa,quando un genere fa strada attraverso determinati canoni,è molto facile cadere nella semplice riedizione di musica già edita o tentare di simulare una falsariga che si riduce alla simil-cover band oriented.

Pertanto arrivare a decifrare stilisticamente un genere che si muove attraverso canoni ben definiti e dare un corpo musicale fresco e nuovo che denoti una cifra stilistica e personale è cosa complicata e costa una fatica tremenda…ma quando questo succede,hai davanti un bel lavoro,dove la forza di una band emerge senza difficoltà e dove si avverte una ventata di novità tra le note delle canzoni proposte…e il caso dei Korrigans,con questo primo full lenght come esordio,rientra in questa categoria.

 

Registrato e prodotto da Marco Fanella ed Andrea Di Toppa presso gli Zero Zero Studios di Latina,”Ferocior Ad Rebellandum” presenta l’esordio di una band che sa unire sonorità celtiche e black metal con bravura e perizia,stupendo per la capacità di destreggiarsi tra cantato in italiano e latino,fornendo spunti storici di notevole caratura e portando l’ascoltatore attraverso la cronaca dei tempi ed il mito,senza mai cadere nello scontato e brillando per il notevole gusto nel miscelare coordinate del genere a spunti melodici ed interpretazioni liriche di spessore.

 

Il combo dell’Agro Pontino si rifà,nel titolo del disco uscito per Nemeton Records,all’appellativo usato da Tito Livio nel suo “Ab Urbe Condita” in riferimento ai Volsci;in particolare,il disco narra della battaglia di Corbione,avvenuta nel 446 a.C.,nella quale la città viene conquistata dai Volsci,i quali,ribellatisi a Roma,verranno poi sconfitti dall’Urbe,ma mai domiti,ricorderanno per sempre le grandi gesta degli eroi che si sono battuti.

 

L’opener “Proemio” si fa strada in latino,con il suo folk d’atmosfera e molto tradizionale,pronto a caricare le truppe per la battaglia,come a presentarne le fattezze interiori ed esteriori;si passa quindi a “Latium Vetus”,cavalcata che mischia sonorità black ad un folk a metà strada tra il celtico ed il mediterraneo.

Un ottimo arrangiamento della sezione ritmica avanza con convinzione supportato da vocals molto duttili tra lo scream (talvolta nasale e ‘filthiano’) e tonalità più cupe e dalla fisarmonica di Spiorad (che fa da filo conduttore in tutte le trame del disco);accostamenti acustici e tonalità dal sapore quasi epico si alternano all’interno di questa traccia che riesce ben a delineare l’idea che i Korrigans hanno del genere che presentano.

 

“Il Baluardo”,forse la punta di diamante del disco,è il pezzo simbolo della band : ogni elemento è perfettamente amalgamato e nessuno prevale,mantenendo un ottimo equilibrio.

Le chitarre di Torc (che si occupa anche dei fiati e del Bouzouki in tutto il disco) ed Ensis sono magistralmente suonate,modulandosi tra acustico ed elettrico;la voce di Thanatos varia in diversi registri,in una recitazione tra il prode ed il maligno,riuscendo a delineare la figura del protagonista in modo efficace;la sezione ritmica affidata a Solstafir (batteria) e Dalk (un basso corposo e presente come in poche produzioni) è strutturata in maniera precisa,potente e decisiva in un pezzo che vede diversi momenti di ripartenze ‘con il botto’;Spiorad esegue un grandioso lavoro tra tastiere e fisarmonica unendosi al lavoro corale del resto del gruppo come in un’orchestra ben coordinata.

 

Nella seguente “Iter Bellicum I : L’Aruspice” si può apprezzare,in particolare,il lavoro all’unisono di tastiere e chitarre,mentre,nella successiva “Iter Bellicum II : Le Saturnie Mura”,sono la voce e la fisarmonica ad essere protagonisti del pezzo.A ben guardare,entrambe le composizioni sono abbastanza simili,ricalcandosi in sonorità,ma differenziandosi in struttura seppur il ritmo si rifà al meccanismo della cavalcata epica e pur mantenendo l’originalità folk su cui si basano le coordinate del combo.

“Corbium Capta Est” alterna ritmiche cadenzate riproponendo le sonorità precedenti ma arricchendole con parentesi acustiche di impatto e con un innalzamento ritmico dove il black prende il sopravvento per poi ritornare allo schema iniziale della canzone.La voce di Thanatos è assai convincente soprattutto nelle vocals più aggressive e meno scream,accompagnando la musica in maniera descrittiva e dando un senso filmico al pezzo.Anche qui un grande lavoro delle chitarre di Ensis e Torc convince l’ascolto senza riserve.

 

Il ritmo festaiolo e trascinante di “Bacchanalia” (forse il pezzo più metal,soprattutto nell’incedere percussivo del pezzo) vede fisarmonica e sezione ritmica in botta e risposta,con chitarre taglienti ed un coro adattissimo all’atmosfera da baccanale della vittoria,mentre “Rebellio”,corale ed in latino,colpisce per la grande versatilità vocale : un pezzo solo voce arricchito con suoni d’atmosfera in sottofondo che prepara alla traccia successiva suscitando un senso di freschezza nella partitura del disco.

 

La title-track si sviluppa da un incedere acustico che improvvisamente si trasforma in una bordata sonora che bilancia sonorità black e folk metal;in questo brano la voce di Thanatos e più scream che nelle precedenti,ma passa poi ad un registro parlato ed aggressivo nello sviluppo acustico,per poi tornare sul sentiero black.Un grande lavoro di ritmica nel finale chiude il pezzo magistralmente.

 

E si arriva a “L’Animo Degli Eroi”,traccia conclusiva ad hoc di questo lavoro : qui le chitarre,dopo un introduzione di fisarmonica,colpiscono le orecchie con il loro suono potente (seppur con qualche piccolissima imprecisione),e la grande sezione ritmica di Dalk e Solstafir fanno da collante ad un pezzo che, idealmente,fa da ‘titoli di coda’ a questa crono-storia che i Korrigans hanno sviscerato in oltre cinquanta minuti di folk metal intenso e trascinante.

 

“Ferocior Ad Rebellandum” colpisce,seppur con qualche difetto di esecuzione,per la bravura dei Korrigans,per la ricerca originale nei testi e per una produzione davvero azzeccata e ben bilanciata:

una voce ‘al centro’ e chitarre ben delineate e distinguibili,una sezione ritmica ben corposa (soprattutto un basso che finalmente si fa sentire) e fiati,fisarmoniche e tastiere che ben si mischiano nelle composizioni senza risultare,finalmente,mai sopra le righe o sopra gli altri strumenti.

Di certo,se questo è il biglietto da visita dei Korrigans,non si può fa altro che sperare in un bis degno di questo esordio,la qualità è alta,ed il fatto che sia un gruppo nostrano,è un vanto non da pochi.

 

TRACKLIST:

 

1. Proemio

2. Latium Vetus

3. Il Baluardo

4. Iter Bellicum I : L’Aruspice

5. Iter Bellicum II : Le Saturnie Mura

6. Corbium Capta Est

7. Bacchanalia

8. Rebellio

9. Ferocior Ad Rebellandum

10. L’Animo Degli Eroi

 

 

LINE-UP:

 

Spiorad – Accordion,Keyboards

Dalk – Bass

Solstafir – Drums

Torc – Guitars,Acoustic Guitars,Bouzouki,Tin and Low Whistles

Thanatos – Vocals

Ensis - Guitars

 

 

Ed

 

80/100