October's Call, sesto full lenght dei torinesi Lilyum, dimostra che non serve fare canzoni con mille riff differenti per fare un buon pezzo, ma basta saper giocare anche su pochi.

Iniziamo dicendo che da una band al sesto full ci si aspetta un album più intenso, maturo e completo dei precedenti sotto ogni aspetto, e questo  non tradisce di certo le aspettative!

Cinque tracce, un intro e quattro brani, per oltre mezz'ora di ottimo black metal con influenze ambient, un disco dal forte impatto, semplice, curato sotto ogni aspetto, senza alcun cambio di riff lasciato al caso.

A dare il via ci pensa la intro, che dà il nome al disco, October's Call, un' unica melodia lenta e cupa, ripetitiva, cadenzata, che da già una visione generale su cosa ci si può aspettare da questo album.

La prima traccia è poi Mother of Flies, un pezzo semplice, strutturato principalmente su due riff sui quali la voce fa un gran lavoro.

La successiva Justice Palace segue un pò lo stile della precedente, un brano non troppo veloce, molto cupo.

Fino a qui un buon disco, ma il meglio deve ancora arrivare.

La terza traccia a mio avviso è il capolavoro del disco, In Too Blue presenta tutto quel che si può chiedere da questo genere e mostra al meglio la qualità dei due torinesi: ritmo incalzante fin dalla partenza, voce mai fuori posto, molto cupa in vari passaggi, fase ritmica sicuramente più sostenuta rispetto ai brani precedenti, insomma, un pezzo che ti trascina dall'inizio alla fine nonostante gli 8 minuti abbondanti, soprattutto grazie a dei riff pazzeschi.

Il finale è lasciato a Nothing, il pezzo più lungo, più complesso e elaborato dell'intero lavoro. 

Anche questa canzone inizia con un ritmo sostenuto alternato a dei rallentamenti e, assieme alla precedente, è sicuramente la più varia del disco.

Un grande album questa sesta release dei Lilyum, ormai maturi sotto l'aspetto compositivo, un disco che sicuramente tutti gli amanti dell'ambient dovrebbero far proprio.


Mattia Malzani

80/100