Questo è un progetto di Verona messo in piedi dal chitarrista Nebel che fonda i Luce d'inverno per dar sfogo ai suoi istinti musicali. 

Dopo vari cambi di line up, decide di rimanere con il buon K. al basso (già in forza con i Malaflame) e chiudere così la formazione della band come un duo decidendo di affidare le vocals ad un guest musician per finire di comporre "Il Covolo delle Fade", un album di ottima fattura, il primo della loro discografia uscito quest'anno.

Da sottolineare che firmano per la neo etichetta Noosextreme, conosciuta per essersi accaparrata la ristampa degli Heretical, ma sopratutto nota per il grande apporto che danno all'underground italico e non.

Il loro sound viaggia sulle orme dei Darkthrone in primo luogo, ma anche primi Mayhem e Burzum. 

Non sono soltanto i soliti power accord, giri di basso e doppia cassa: qui, oltre ad esserci una produzione a mio avviso molto buona, c'è anche lo sviluppo di una parte sinfonica risonante che accompagna l'intera durata dell'album e una ottima sessione vocale di Sinister (Catechon e Solitude Project). I passaggi delle armonie nel loro songwriting emulano (non imitano, attenzione!) i suddetti super gruppi e ne rendono omaggio senza che si senta la solita venerazione viscerale per Mister Vikernes e amici... infatti, tra cambi di tempo e atmosfere glaciali, rendono l'ascolto veramente intenso, a tratti ipnotico... mai noioso insomma!

Difficile capire il miglior brano del disco, nessuno è uguale all'altro da questo punto di vista: ma forse il meglio si vede verso la fine della tracklist in cui, secondo il sottoscritto, si raggiungono alti livelli compositivi (vedi "Oltre il Crepuscolo" e "Attraverso il bosco").

Cosa dire d'altro? Se volete supportare l'underground italiano potete cominciare con l'ottenere il disco "Il Covolo delle Fade", non rimarrete delusi.

 

Osten

84/100