Grim Tales in the Dead of Night é il primo EP dei Lurking Fear, un gruppo valdarnese nato nel 2011 e formato da Mirko Pancrazzi (chitarre e voci), Fabiano Fabbrucci (basso e voce principale) e Stefano Pizzichi (batteria).

Uscito nel gennaio 2016, il genere proposto nel disco è New Wave Of British Heavy Metal. Sì, avete letto bene, un genere fondamentale per la crescita del metal ma ad ogni modo un genere di 30-40 anni fa. Nonostante questa premessa, ero cmq interessato a come il trio toscano avrebbe potuto riproporre un genere anacronistico come questo, magari in uno stile più moderno, con un sound più moderno. Purtroppo le mie speranze sono state vane. Ascoltando questo EP si ha la costante sensazione di aver confuso disco e di stare ascoltando un vecchio lavoro dei primi Iron Maiden. Tutto in queste canzoni sembra preso pari passo dal gruppo britannico o da altri gruppi del periodo, sia i riff, troppo classici, troppo già sentiti, sia il sound, anche quest'ultimo esageratamente ispirato a quello degli anni 70, con la classica produzione "sporca" che noi tutti conosciamo. Questo stile è già vecchio in partenza. Anche la voce ripercorre la strada fin qui descritta, con uno stile di cantato hard rock perfetto per questo tipo di musica ma come prima troppo banale e, tutto sommato, dimenticabile. Non c'è un solo ritornello orecchiabile o una parte cantata coinvolgente in 33 minuti di EP. Questo, unito alla mancanza di originalità ed efficacia, rende le canzoni tutte estremamente simili e impedisce loro di differenziarsi quindi l'una dall'altra. La scelta di tuffarsi nel passato e di riproporre un genere scomparso può essere assolutamente comprensibile e anche interessante, ma quando questo ha come risultato quello di creare musica che non arriva e che risulta una mera copia di famosi gruppi del passato, ecco che la scelta perde totalmente il suo significato e il suo valore. Ma come spesso accade, non tutto è da buttare via; ci sono punti in cui i Lurking fear riescono a coinvolgere o comunque a risultare interessanti. Ne sono un esempio le buone idee per le parti strumentali, a volte, però, non sfruttate a dovere e allungate esageratamente facendole risultare stancanti (vedi Flesh And Soul e The Strain) e un paio di interessanti assoli, che riescono a emozionare per qualche secondo, ma che ad ogni modo non sono sufficienti per rivalorizzare gli interi pezzi (vedi Lady Of Usher). Una nota di merito anche per i testi, i quali ripropongono in stile macabro e horror opere di inizio 900 di autori come Edgar Allan Poe (già il nome stesso del gruppo è ispirato a un racconto di Lovecraft). Forse il brano migliore è Flesh And Soul, una canzone che presenta sonorità dark e degli interessanti stacchi strumentali, i quali però non bastano per nascondere la lentezza del brano e la poca efficacia compositiva. Concludendo, essendo il primo EP, il gruppo ha tutto il tempo per cambiare strada o per migliorare le proprie composizioni, perché queste ne hanno un estremo, assoluto bisogno. È fondamentale per i Lurking Fear rinnovare il proprio sound e aggiungere più forza, originalità e immediatezza ai pezzi, per evitare di diventare una mera e semplice brutta copia di qualche gruppo del passato.

 

 

Jacopo Nardini

30/100