I Masking The Hate sono una novità per la scena underground italiana, formatisi ad Aversa nel 2014, propongono un celtic metal unito ad elementi symphonic black e gothic metal.

Nel dicembre 2015 hanno pubblicato il loro primo EP "On Stranger Tides".

 

Di Questo EP si può iniziare col dire che è molto vario, si sente da subito che ogni membro ci ha messo le proprie influenze adattandole a quelle degli altri e non spargendole a caso, rendendolo molto vario e per nulla banale.

 

L'intro "Prelude" crea subito un atmosfera a dir poco allietante, breve ma coinvolgente, le canzoni variano molto, unendo elementi sempre differenti di brano in brano, "Urnield" e "Blodyland" si presentano molto carichi, ritmici e al tempo stesso abbastanza melodici. 

"Unforgiven Angel", penultima traccia del disco, si distacca molto dagli altri brani, le parti in scream e le parti tirate di chitarra vengono totalmente rimpiazzate da riff e assoli melodici e lenti al quale si accosta una batteria molto più lenta che si alterna con le parti in piano. Il cantato in pulito rende perfetto il brano, creando un atmosfera quasi romantica.

Si ritorna poi alla carica con la title track "On Strange Tides".

Un' altra cosa molto apprezzabile del disco è il ruolo del basso che non è solo ritmico ma svolge anche un compito più da "protagonista" che, comunque,  non copre in modo invadente gli altri strumenti.

Gli assoli magari sono un po scontati e alcuni riff un po banali ma questi ragazzi hanno sfornato un buon disco e sicuramente sapranno rifarsi delle piccole pecche contenute al loro interno, disco che consiglio molto ai fan di ensiferum, dimmu borgir e cradle of filth.  

Matt Innerfrost

70/100