"It Works!" è il debut album di Matteo Brigo, chitarrista e compositore già noto sulla scena italiana per essere il chitarrista solista dei Maieutica dal 2009.

Il concept album, rilasciato il 22 Aprile 2016, si compone di 10 tracce strumentali dai vivaci richiami agli anni '80 , in particolar modo ispirate ad Emmett Brown, lo scienziato pazzo della saga di film "Ritorno al futuro" e il videogioco "Day of the tenctacle".

I brani sono interamente composti e arrangiati da Matteo, fatta eccezione per "Murder, They Wrote" che vede la collaborazione di Marco Zago per le parti orchestrali.

 

Sin dalla prima traccia, "Kaboom", che già dal titolo sembra voler dare l'idea di un'apparizione o un esplosione da cartoon, emerge il virtuosismo della chitarra che Matteo va a ricercare senza però mettere in ombra gli altri strumenti ben equilibrati all'interno del brano. In gergo si potrebbe definire quasi un "tira e molla" tra parti potenti e lente. Emerge sotto la chitarra, la sperimentazione sonora del Synth.

Partenza lenta al pianoforte per "Great Scott", seconda track del disco che dopo i primi secondi esplode sotto i colpi degli altri strumenti. Nonostante siano brani interamente strumentali, ogni elemento ha un compito ben preciso e la canzone "parla da sola". Anche qua, si alterna la violenza allegra delle chitarre con la dolce presenza del pianoforte.

Alla traccia 3 troviamo "In The Lab": sembra di esser tra provette colorate in compagnia di un pazzo scienziato che sperimenta sonorità simpatiche e ritmiche ondeggianti. Gli strumenti non deludono le precedenti idee di equilibrio e armonia create nelle tracce precedenti, la ricerca di suoni particolari incuriosisce e stupisce sin dal primo ascolto.

I virtuosismi non pesano mai sulla realizzazione delle tracce.

Si ritorna alle partenze in grande stile son la traccia 4, omonima dell'album, che rispecchia perfettamente le caratteristiche fin ora trovate nei componimenti: strumenti in perfetto accordo che cantano con voce propria, virtuosismi perfettamente inseriti nel corpo della canzone, Pad delle tastiere non troppo invadenti che creano il perfetto sfondo. Verso la metà si ha un rallentamento che, attraverso un crescendo riporta il tutto alla velocità iniziale.

Temi smorzati, quasi malinconici per "Abnormal" che prende la postazione 5 nella setlist. La chitarra regna sovrana su un ritmo ondeggiante, calmo, accompagnata da uno sfondo perfetto creato dagli altri componenti del progetto musicale.

Abbiamo oltrepassato la metà del disco, "To The Time Machine": incalzante. Lascia immaginare una fisica corsa contro il tempo (o in giro per il tempo?) che i musicisti sono portati a compiere con le loro dita: fraseggi veloci, incastri perfetti, ogni strumento va per la propria strada lasciando spazio agli altri senza rimanere troppo sullo sfondo. Assoli di chitarra e potenti riff di batteria qua e là rallentano di poco questa fantomatica corsa iniziata nei primi secondi del brano. All'interno del pezzo si possono scorgere echi che somigliano a effetti sonori di videogiochi, in stile Pacman.

Un'atmosfera totalmente diversa, ma sempre il linea con lo stile cartoon dell'interno disco, si ha con "Murder, The Wrote": passano per la testa scene di film gialli, confuse ed enigmatiche. Il tutto è reso dalla presenza di un organo in sottofondo e dei suoni squillanti che richiamano l'attenzione dell'ascoltatore. La chitarra non emerge particolarmente, tanto è unita con l'insieme misterioso del brano.

Partenza di basso mai sentita nelle altre tracce per "Multidimensional Scaling", per il resto il brano è quasi "sottotono" rispetto al resto del disco, potrebbe essere intesa come il componimento meno in vista.

"Super Paradox Combo" si toglie dalle corde quella patina uggiosa della canzone recedente per tornare alle sonorità sorprendenti della tracklist. Si creano vortici di riff ripetuti che sembrano portare a fondo chi ascolta il brano per poi farlo riemergere attraverso un fantasioso fraseggio di chitarra

Siamo giunti alla fine del release ed è il momento di "Who Knows" che torna sull'ambiente un pò mistico con l'introduzione di un pianoforte che conquista la scena fin dalle prime battute, effetti enigmatici e suoni particolari caratterizzano il brano anche dopo l'entrata della sempre virtuosa e brillante chitarra di Matteo. Un inaspettato assolo di pianoforte accompagna verso la fine di questo viaggio in compagnia di scienziati pazzi e strane sperimentazioni.

 

L'operato di Matteo Brigo & Co è davvero ammirevole, questo album potrebbe tranquillamente essere utilizzato per la colonna sonora di un cartoon stile anni '80 senza destare il minimo sconvolgimento: ironia, ottima tecnica musicale e "freschezza" nell'esecuzione, mai banale. Sorprendente come un "esperimento" abbia creato una creatura del genere (per tornare al tema dell'album).

Artwork simpatica e in grado di catturare l'attenzione di chi la osserva.

 

 

La Paladina

90/100