Dai ammettiamolo!! Chiunque, o almeno il 90% di noi, e' innamorato degli anni '80: quel thrash metal ignorante, sparato ai 200 all'ora senza ritegno, senza pensieri e senza pieta'.

E in effetti i veneziani Merciless Attack non concedono un attimo di tregua; qui c'e' tutto, ma proprio TUTTO quello che potete chiedere ad un gruppo i cui componenti non erano nemmeno nati negli eighties, tranne il chitarrista Alessio che potrebbe fare tranquillamente da padre agli altri 3 sbarbatelli, ma che hanno assimilato la “lezione”.

Il tupa-tupa incessante, gli stacchi da infarto, perfino le citazioni dei film di quegli anni, memorabile a tal proposito la citazione di Snake Plissken (mi rifiuto di dirvi da dove proviene questo personaggio).

I pezzi scorrono uno dopo l'altro senza sosta, sono tutti godibili e ti fanno fare headbanging persino mentre scrivi la recensione (e vi assicuro che facile non e'  :)   ), ma manca inevitabilmente una certa personalita' nelle canzoni: le tracce sono valide, ben suonate e con la cattiveria e la “pacca” che il genere richiede.

A questo punto molti di voi potrebbero dire “Beh chi se ne sbatte, e' thrash metal no?”.

Se il vostro, rispettabile sia chiaro, punto di vista e' questo potete smettere di leggere in questo momento.

Altrimenti potete proseguire e comprendere che un genere che nel corso di 30 anni ha subito molteplici mutazioni non puo' di certo perdere le sue radici, ma deve necessariamente proseguire verso il futuro.

Giusto per fare un esempio: “Thrashing Till Death” e' un pezzo fighissimo, c'e' tutto quello che serve per essere un bel pezzo thrash, ma nel 2015 testi come “Thrash, mosh, violence and fun

Another concert, violence is done, Denim, Leather, high white shoes,Another concert and nothing to lose, Turn on the amp till ten is rising up” proprio non si possono sentire.

Posso capire l'entusiasmo, la giovane eta' e l'attaccamento verso un certo tipo di songwriting ma Kill'em All e' gia' stato fatto 32 anni fa.

Ad ogni modo non si puo' non valutare positivamente questo album: e' ben suonato, e i pezzi sono decisamente coinvolgenti.

Confidiamo che i Merciless Attack con il loro prossimo lavoro intraprendano un percorso piu' personale e meno legato alle loro radici, che pur essendo importanti non devono tenerti ancorato al punto di partenza.

 

Alle Rabitti

65/100