I MesserSchmitt si formano nel 1983 a Roma, attualmente non hanno prodotto nessun full-lenght, ma sono un band molto nota nella scena underground capitolina per le apparizioni a numerosi concerti, infatti propongono questo live album auto prodotto composto da otto tracce registrato al Closer live Club di Roma il 27 febbraio 2015.

 

La proposta musicale è un heavy metal puro di stampo classico, senza fronzoli dove non si possono non notare le affinità con la NWOBHM di Saxon, Judas Priest e Iron Maiden.

Il Live è stato registrato con perizia tecnica non indifferente, ogni strumento ha il proprio spazio, l' unica pecca è che le tracce non sono mai la continuazione l'una dell'altra cosa che mi sarei aspettato in un live album, ed infatti questa situazione crea una sorta di " stop&go" nella sensazione sonora.

Ora per calarci di più nell'ascolto vorrei analizzare traccia per traccia questo Naked Truth (live@closer):

 

Blood  And Tears, decisamente un pezzo che fà l'occhiolino ai primi Maiden quello che mi piace di più di questo primo sono i cambi di ritmo ed il ritornello che ti entra nel cervello come la punta di un trapano e non ti molla più fino ad arrivare a:

King of Sky, di maideniana memoria anche questo pezzo con ritmi decisamente più cadenzati e rilassati all'inizio per poi velocizzarsi sul finire, senza dimenticare un' assolo esplosivo sul finale;

Heroes of the rising Sun (Kamikaze), questo, insieme all'ultimo pezzo di cui parleremo dopo, sono il piatto forte del live, dove i nostri eroi esplodono tutta la loro potenza, batteria caricata a pallettoni, a circa tre quarti del pezzo una pausa riflessiva che permette all'ascoltatore di capire da che parte arrivano le bordate.

The Nightrunner e Resurrection, sono le traccie meno significative, a parer mio, di tutto il live passano in sequenza una dopo l'altra e via senza ulteriori complicazioni, la seconda canzone alla lunga diventa davvero noiosa.  

Bringer of Mourning, questo è il pezzo che più si discosta da tutti gli altri, l'intro è assolutamente in stile Metallica, vedi Enter Sandman, ed è caratterizzata da un' approccio più moderno e maturo.

Shape The Steel, la naturale continuazione della traccia precedente, in questi due pezzi i MesserSchmitt si affrancano un pò da quello che è uno stile, iniziando ad inventare.

Heavy metal Fighters, questo è un super pezzo, dove il combo romano scarica tutto l'arsenale bellico di cui dispone, già solo il titolo è minaccioso, viene fuori tutto l'entusiasmo e la voglia di fare metal e di farlo bene.

 

Il primo full dei MesserSchmitt dovrebbe essere previsto per il 2016 e se questi sono i presupposti, ci lasciano ben sperare per il futuro.

In conclusione si può definire un buon live album, non un masterpiece, ma molto onesto e sincero.

A chi piace il metal puro e semplice non può esimersi da averlo nella propria collezione, rigorosamente fisico, per godere appieno di tutte le sensazioni che un cd metal può donare.

 

Igor

77/100