In questa recensione vi presento i Misteyes, talentuoso combo torinese nato nel 2012 con all'attivo un solo singolo "Brains in a vat". Si affidano alla canadese Maple Metal Records per pubblicare il loro primo full lenght "Creeping Time". Il  sound proposto è un death metal sinfonico a tinte gothic.

La line up è assolutamente completa: due chitarre, batteria, tastiere ed orchestrazioni, basso e infine doppia voce, una  growl e sceram ed una dedita alle clean ed alle opera vocals.

Il disco poi si fregia di numerose special guest quali: Bjorn "Speed" Strid dei Soilwork, Nicole Ansperger ex violinista degli Eluveitie, Roberto Pasolini growler degli Embryo e Mattia Casabona cantante degli Aspasia.

Iniziamo ora ad analizzare tutti i capitoli di questo album...

 

The Last Knell (intro): un bimbo che piange, pianoforte, carillon, violini e cori; estremamente interessante l'introduzione che apre alla title track.

 

Creeping Time: i ritmi non sono elevati ma incalzanti man mano che la traccia procede, il growl è imponente, si incontra/scontra con la voce aulica, un'amalgama stupefacente, la trama  del pezzo è quasi melliflua sembra prima coccolarti con le dolci none auliche, per poi lasciarti annichilito nei passaggi più prettamente death metal.

 

Brains in a Vat: schitarrata iniziale e giro di basso; si apre la terza traccia, subito voce femminile in primo piano, a contrasto la voce growl e scream, il pezzo è sempre in divenire man mano che che procede diventa sempre più potente, le voci si intrecciano in modo quasi morboso. A circa quattro minuti un bell'assolo di chitarra, la coltre sonora architettata dal combo piemontese è fuor di dubbio impressionante. Da ricordare che in questa canzone le voci narrate sono di: Mattia Casabona degli Aspasia.

 

Inside the Golden Cage: tastiera, quasi festosa, in sottofondo la voce femminile, poi il growl ci riporta alla realtà ma, al di la dei maligni vocalizzi di Irmin, la song presenta una grossa ossatura melodica, soprattutto nel ritornello davvero azzeccato.

 

Lady Loneliness: un delicato tappeto di tastiere, e il soave cantato della talentuosa Ainwen conducono l'ascoltatore a mostrare il fianco a rilassarsi... errore... come un martello pneumatico la batteria entra in scena e con se porta chitarre e voce growl, che sembra strappare il velo della dolcezza. In questo pezzo forse si entra assolutamente nello spiritito Misteyes, la lotta tra il bene ed il male "Lei" la Luce  "Lui" L'Oblio...    

 

The Prey: la violenta furia, la batteria è potentissima, le chitarre affilate come lame di rasoio, il growl è a tratti impressionante, il pezzo è tiratissimo e di gran lunga più veloce e cattivo degli altri.

Estremamente intenso; la voce femminile è una preghiera, quella maschile una minaccia...

 

Destroy Your Past: si parte a tavoletta! Il pezzo risulta subito ben ritmato e le voci escono dal muro sonoro creato dagli strumentisti, la batteria è potente, pesta decisa per tutto il brano, lasciano comunque dei passaggi melodici che rendo la traccia più che godibile. Ottima la pausa chitarra e voce a circa tre minuti e venti, per poi rituffarsi nella tempesta sonora.

 

The Demon of Fear: molto epico l'attacco dell'ottava traccia, le growls tuonano come in in temporale estivo , la voce femminile è una rugiada primaverile; il pezzo è davvero maestoso e potente, la band si esprime in modo  entusiasmante, la passione e l'intensità con cui tutti gli strumenti vengono suonati, le linee vocali, le tastiere che amplificano il tutto rendono questo uno dei miei pezzi preferiti.

A questo brano ha collaborato  Roberto Pasolini growler degli Embryo.  

 

A Fragile Balance (Awake the Beast - Part 1): solo tastiere e voci pulite, quelle maschili sono di Mattia Casabona nella sua seconda apparizione, in questa nona traccia un lungo preludio alla traccia successiva, il titolo è ben azzeccato, sembra davvero il canto di un'anima fragile ma appuntita come un coltello di cristallo, al cospetto di una presenza feroce che naturalmente esplode nei passi finali del pezzo...

 

Chaos (Awake the Beast - Part 2): la bestia si è svegliata e si sente, il pezzo parte subito forte, le chitarre sono graffianti, la batteria poderosa, un tutto questo a dare una sorta di armonicità, ci pensano le tastiere, anche se il pezzo è decisamente strutturato per un cantato death metal, risulta piuttosto melodico ed accattivante, in questo capitolo dell'opera manca il cantato femminile bensì troviamo l'ultima apparizione del cantante degli Aspasia.  

 

Decapitated Rose: giro di basso iniziale, furia e cattiveria fuoriescono dalle casse del mio stereo, potentissima la penultima traccia di questo disco, Bjorn "Speed" Strid si esprime nel migliore dei modi a supporto di Irmin che a potenza vocale non credo sia secondo a nessuno, il pezzo è davvero complicato, dinamico, vario mai banale, le line di clean vocals sono un'ottimo contrasto alle growls.

Di questo brano è stato tratto un lyric video che vi invito a guardare tanto per iniziare a familiarizzare con i Misteyes.   

 

Winter's Judgement:  Nicole Ansperger inizia con il suo violino l'ultima traccia del concept, la più lunga e strutturalmente più varia, i nostri riescono in questi otto minuti a concentrare in un'unica gemma tutto il loro sapere musicale.

Potenza, dinamicità, melodia sono tutte caratteristiche ben presenti in questo pezzo ed a rompere il continuum musicale ci pensa il violino.

 

I Misteyes per me hanno fatto centro, partendo dal fatto che ognuno di questi musicisti sa usare al meglio il proprio strumento, consentendogli di dare il 110%. La produzione risulta davvero ottima, nessuno strumento è più importante di un'altro, si esprimono tutti in modo da creare un muro sonoro invalicabile, perforato soltanto dai vocalizzi dei cantanti.

Che dire dell'artwork? molto particolare. La cover è davvero un'opera d'arte, all'interno vi sono le foto di tutti i protagonisti, imperdibile.

Un disco da avere, ascoltare e consumare.

 

 

Igor Gazza

89/100