“E il naufragar m'e' dolce in questo mare ...”

Prima pero' di seguire il consiglio di Giacomo da Recanati, imbarcatevi sulla nave dei Sailing To Nowhere. Il sestetto romano vi offrira' un viaggio in prima classe nella loro fantasia musicale, fatta di Power Metal ad alto tasso melodico ornato dalle voci perfettamente integrate di Marco e Veronica.

All'interno del riffing coinvolgente di Andrea si mescola la tastiera di Livia - attualmente fuoriscita dal gruppo e sostituita da Valentina, ma all'epoca in forza alla formazione- che interseca sonorita' classiche alla potenza generale del gruppo.

La formula dei StN e' semplice – non nella realizzazione sia chiaro – ma efficace : unire il Power con sprazzi di Hard Rock.

L'uso della doppia voce e' una chicca: la soluzione e' gia' praticata con successo nel metal italico e non solo (i Lacuna Coil sono un buon esempio a riguardo) ma l'utilizzo che ne viene fatto qui e' magistrale e leggermente differente dal canone standard. Laddove solitamente si abbinano growl maschili (o comunque un cantato molto aggressivo) ad una voce femminile eterea o da soprano, qui le voci sono entrambe piene e cariche di pathos, creando cosi' un'atmosfera sempre intrigante e mai banale.

Anche quando il gruppo si avventura in soluzioni strumentali diverse dalla trama originale, come le parti di violino in Big Fire, la scelta si rivela azzeccata e perfettamente in linea col clima “marinaresco”.

Le parti piu' strettamente Power dell'album, come Fallen Angel, sono efficaci ed evidenziano le radici comuni del gruppo, aggiungendo sempre un “quid” personale che e' raro trovare in un genere inflazionato come quello da loro proposto.

I bpm calano drasticamente con Lovers On Planet Earth,e questo ci da' la possibilita' di apprezzare ancor di piu' la componente melodica del combo romano: un “lentone” carico di energia dove Marco si esprime con una potenza ed una estensione vocale che gli amanti del genere non possono non apprezzare.

E' la tastierista a farla da padrona nella track successiva You Won't Dare, alternando il consueto tappeto sonoro di sottofondo con parti degne di un horror anni '80 e momenti struggenti di pianoforte classico.

Piu' Hard Rock invece Strange Dimension, che pare provenire direttamente da un album degli Scorpions per quanto riguarda sonorita' ed atmosfere. Menzione d'onore per Terence Holler degli Eldritch alla voce e per David Folchitto di Stormlord e Prophilax alla batteria, entrambi ospiti su questo brano.

Si rimane sempre negli anni 80, ma sponda Power Metal nella traccia che da' il nome al gruppo, dove e' la voce di Veronica ad emergere questa volta: distanziandosi come gia' accennavo in precedenza dalle voci “canoniche” femminili del genere, la singer ci regala una prestazione carica di energia e sfodera una tecnica eccelsa senza eccedere in virtuosismi forzati.

La ballad dell'album Sweet Rain ci traghetta (e' proprio il caso di dirlo visto il contesto) in un'atmosfera piu' delicata e soffice, dove si creano i migliori intrecci vocali dell'album a mio giudizio. Il tutto sorretto da un avvolgente assolo di un ospite di prestigio, ovvero Leonardi Porcheddu dei Macaluso e Kuprij e supportato dal drumming minimale ma efficacissimo di Giovanni, il quale dopo il violento “pestaggio” dell'album si concede una pausa dai bpm a 3 cifre, ma non certo di perizia strumentale.

I StN si congedano con una cover che all'inizio pare fuori posto, ma una volta partita si intuisce che in Left Outside Alone di Anastacia mettono tutto loro stessi. Una scelta che potrebbe risultare un azzardo ma che si rivela al contrario intrigante e di impatto.

E' peraltro l'unico pezzo nel quale Veronica, e non poteva essere altrimenti, inizia a cantare ad inizio pezzo; in tutto il resto dell'album infatti e' Marco ad “aprire le danze” nei pezzi, con la cantante  che entra a traccia in corso. Una buona idea, uno schema che funziona, ma che meriterebbe forse maggior variazione sul tema.

Si parla comunque di piccolezze, i StN sono un gruppo che spacca, il loro mix di Power Metal melodico e Hard Rock funziona alla perfezione.

Si muovono in un filone dove essere originali e' una sfida costante, e loro per quanto riguarda musica e tematiche la vincono !!

 

Imbarcatevi dunque sul veliero dei Sailing To Nowhere, solo posti in prima classe!!!

 

Alle Rabitti

80/100