“Where Darkness Dwell” è la seconda demo dei bergamaschi Sazernyst, registrata presso i White Noise Studio. 

L’intro scelta dalla band è una composizione che sembra quasi uscita da un film horror, con tanto di campane e cori, i quali portano l’ascoltatore in quella che sarà l’atmosfera dominante per tutto il disco. Fin dalla prima traccia si sente l’influenza del black metal old school norvegese, con una voce graffiante e una composizione strumentale un po’ disorientante della prima parte del brano, ma che prende piede a circa metà, con una compattezza di suono che si mantiene fino alla fine. Già dal secondo brano si cominciano a notare di più le abilità compositive della band, le quali raggiungono livelli non indifferenti nel quarto brano. “La caduta degli angeli” è un brano incisivo, maligno e penetrante. La scelta del songwriting in lingua italiana è molto apprezzabile, in quanto risalta anche le qualità di scrittura della band bergamasca. Altro pezzo a cui non si può assolutamente rimanere indifferenti è Unicursal Hexagram, dove in alcuni punti batteria e chitarra diventano quasi esasperanti e portano il tutto ad un nuovo livello, facendo risaltare l’atmosfera cupa che accompagna l’ascoltare fin dall’inizio della demo. “Death’s Breath”, invece, il respiro non lo lascia affatto. Il brano di chiusura vede anche un elemento in più: un growl cavernoso che si aggiunge verso la fine, alternandosi con lo scream graffiante usato fino a quel momento. Un scelta che, personalmente, ho apprezzato molto e ha reso il brano un’ottima chiusura per questo lavoro. 

Un lavoro che contiene delle imperfezioni e che viene ulteriormente penalizzato da una qualità di registrazione non eccellente, ma che sicuramente è degno di nota. 24 minuti che non annoiano, anzi, viene voglia di riascoltare i brani più e più volte, per coglierne le varie sfumature. Da tenere d’occhio, senz’altro.


Tracklist:

1. Intro

2. Homicide ritual

3. The pit and the pendulum

4. La caduta degli angeli

5. Unicursal hexagram

6. Death’s breath


Total time: 24 min


Irene Eva

67/100