Lo chiamano New Wave Of Italian Heavy Metal…e fanno bene.

Ma è anche qualcosa di più.

L’evidente matrice power, testi ben costruiti e incursioni nell’epic…nel nuovo album degli Scala Mercalli c’è una coesione tecnica e stilistica degna del miglior metal.

 

Certo, non è facile uscire da costruzioni e soprattutto suoni tipiche degli anni ’80, e non sempre ogni brano, seppur perfetto sotto ogni punto di vista, riesce nell'intento di focalizzare l’ascolto.

Ecco…forse è un limite di genere, non di band.

 

Perché gli Scala Mercalli suonano, lo fanno benissimo e con un gusto singolare ed efficace.

 

A distanza di 6 anni dal loro album “Border Wild”, e con una line up rinnovata ed in forma, la band proveniente da Fermo, attiva sin dal 1992, presenta una sorta di concept che si evolve nel tempo, ambientato nel contesto della storia d’Italia ed attraverso le battaglie e gli eroi della nostra terra natia.

 

“New Rebirth”  colpisce per la ricerca di fondo: riesce a coniugare storia ed epica e li porta in evoluzione dalla prima all’ultima traccia; c’è una sezione ritmica imponente e solida, sulla quale le due chitarre imbastiscono graffianti e solidi riff alternati a melodie efficaci; la voce, alta e ‘recitativa’ al punto giusto, suggella passo dopo passo le canzoni che si susseguono.

L’idea che si respira nel disco è quella di una band che sa quello che fa, e che opta per costruzioni compatte e disegna un filone che si srotola non cronologicamente, ma a livello di significato.

 

Con un booklet molto curato, ed una full-immersion nella storia d’Italia, il disco si apre con la strumentale “The Long March”, dove gli archi denotano subito la componente ‘italiana’, con quelle sonorità che ricordano da vicino le partiture anni ’80 sul modello di Rondò Veneziano; “September 18, 1860” ci porta  nella battaglia di Castelfidardo (decisiva per l’annessione di Marche e Umbria al nuovo stato italiano pronto a nascere) con una tipica partitura power ma che ha in riff quasi ‘maideniani’ la sua potenza; ”Nightmare Falls” è un viaggio oscuro nella propria coscienza, dove tutta la band dà una prova convincente: il brano, pur non brillando per originalità mette in mostra la bravura della band intera, con la voce di Christian Bartolacci e le chitarre di Luca Vignoni e Clemente Cattalani che non danno tregua.

 

Si passa a “All The Children Are Disappeared”, che insieme alla canzone precedente mostra la band senza il piglio power dei primi due brani e che è una gran canzone heavy metal con una linea melodica che entra in testa da subito; ”Time For Revolution” (supportata anche da un video disponibile online), è decisa e potente.

In questo brano si respira già più l’aria delle influenze epic, soprattutto nei testi e nelle linee vocali (il ritornello è ‘classico’ ma adattissimo), nella parte centrale è da evidenziare la prova gigante della bassista Giusy Bettei, che insieme a Sergio Ciccoli dietro ai tamburi non si risparmia.

“Eternity”, classica cavalcata dall’impronta power, va spedita e forse si fa dimenticare un po’ troppo presto (per quanto troverà sicuramente più attenzione nella versione live), mentre “Hero Of Two Worlds” ci regala nuovamente una band fresca e coinvolgente, dove la band ci porta nella vita di Giuseppe Garibaldi (interessante l’intermezzo ‘monologato’ con effetti di battaglia che ci guidano nella canzone).

 

“Face My Enemy” è un pezzone al cardiopalma, che sfonda a tutta velocità tra riff killer e melodie decisamente interessanti, alternando le tre componenti musicali della band (heavy, epic e power) in modo intelligente e misurato. ”The Undead” è forse la traccia più atipica del lotto, un’interessante connubio di nuovo e vecchio che merita più di un ascolto per essere apprezzata in pieno…un basso pieno ed una batteria serrata sorreggono la voce che viene poi accompagnata dalle due chitarre in una strofa oscura e cattiva sino ad esplodere in un ritornello melodico e dalle tinte più rock che heavy…qui il duo Vignoni/Cattalani dà una prova davvero sentita e d’impatto, mentre la voce di Bartolacci dà un’interpretazione decisamente convincente.

 

“Spit On My Face” riporta in primo piano l’heavy più marcato, con il basso della Bettei a farla da padrone e la batteria di Ciccoli che si spinge al limite per una vera e propria mazzata sui denti; ”Last Leaf”, ballad che spezza l’atmosfera dell’album poco prima che si concluda il disco, mostra il gruppo sotto un’altra luce, un gruppo capace di evocare atmosfere che sembravano solo un ricordo e che invece rivivono in pieno in una canzone dove ogni membro dà un’ottima prova esecutiva…il finale è molto intenso.

 

Dopo la dissolvenza arriva “Still United”, vero e proprio ‘inno’ che bilancia power ed heavy con un’aria oscura e minacciosa che trova respiro solo nel ritornello…forse questo è l’episodio più debole del disco, per quanto sia un pezzo di ottimo livello che non abbassa assolutamente la qualità della prova del gruppo.

 

Chiude “The Flag”, siparietto di trenta secondi che conclude in maniera più che buona “New Rebirth”.

 

Gli Scala Mercalli possono a buon diritto sentirsi orgogliosi di questo full-lenght: i marchigiani sfruttano a pieno tutta la loro bravura e conoscenza, con un’attenzione ai particolari (dalle musiche ai testi passando per l’immagine e per il confezionamento del disco) degna di nota.

 

Forse l’originalità non è di casa…ma sinceramente non si avverte il bisogno di volere o sentire di più di quel che c’è in “New Rebirth”; con una gavetta lunga e prestigiosi supporting a bands del calibro di Tarja, Exodus, W.A.S.P. e Lacuna Coil (per citarne alcuni), gli Scala Mercalli continuano quanto di buono offerto sin dall’esordio del promettente “12th Level”, proponendo un disco adatto a molti, suonato con bravura e pregno di significato.

 

LINE-UP:

 

Christian Bartolacci – Vocals

Luca Vignoni – Guitar

Sergio Ciccoli – Drums

Clemente Cattalani – Guitar

 

Giusy Bettei – Bass

 

 

TRACKLIST:

 

1. The Long March

2. September 18, 1860

3. Nightmare Falls

4. All The Children Are Disappared

5. Time For revolution

6. Eternity

7. Hero Of Two Worlds

8. Face My Enemy

9. The Undead

10. Spit On My Face

11. Last Leaf

12. Still United

13. The Flag

 

 

Ed

85/100