Arrivano dalla Calabria i Secretpath, ma nonostante la “segretezza” il loro percorso musicale e' decisamente limpido e affascinante.

Il loro full-lenght “Wanderer And The Choice” parte con una base riconducibile al Melodic Death Metal scuola svedese ma pezzo dopo pezzo si arricchisce di parti assolutamente personali.

Come i momenti di cantato lirico di Paolo, alternati ad un growl cavernoso e oscuro.

Questa versatilita' ci fa scoprire un artista con un range vocale pazzesco, e con un “arsenale” nelle corde vocali di grande livello.

Ma la poliedricita' e' il tratto piu' evidente di tutti i componenti del gruppo, blast beat e parti cadenzate, distorsioni lancinanti e delicati arpeggi.

Tutti gli estremi della vasta gamma offertaci si uniscono come un sapiente mosaico.

La formula offerta dai Secretpath si rivela costante ma sempre variabile da una canzone all'altra (come l'intarsiatura di basso all'interno di From The Woods Of Lilith).

L'album rivela come tema centrale la conflittualita', sia che si svolga dentro se' stessi che rivolta all'ambiente circostante; argomento questo sviluppato da molti gruppi di recente ma qui espresso con liriche e ricercatezza all'altezza della controparte strumentale.

I picchi compositivi a tal riguardo sono senza dubbio In Praecipiti Esse e soprattutto Nunc Sunt Flores, entrambe col testo interamente in latino ma con la seconda che ci regala una gemma (in italiano) con l'ultima frase “dove c'erano corpi ora son fiori, son fiori blu” che prende a riferimento, con la sua delicatezza e tragicita', sia dal Gothic che da De Andre'.

Questo abbinamento tra devastazione sonora e pennellate acustiche rischierebbe di essere stridente, ma la perizia tecnica, il gusto raffinato e l'abilita' da artigiani dei 4 musicisti ci regala un amalgama di rara raffinatezza.

Quasi come fosse un omaggio alla variegata ricchezza della loro terra, dove convivono molte secolari culture differenti, i Secretpath rappresentano una delle piu' belle e varie realta' del metal del Sud Italia.

 

La mia speranza e' che il percorso cui fa riferimento il loro monicker sia ancora lungo e ci regali altre perle di cristallina classe musicale come questa.

  

Alle Rabitti

80/100