Una domanda mi sorge spontanea: si può mettere in musica l'odio? si può cantare il rancore? una chitarra dalle sue corde puo' sprigionare livore? La risposta è si, assolutamente si come dimostra questo E.P. dei friulani Sepolcral; 5 tracce di puro death metal violento e rabbioso nessuna pausa per l'ascoltatore, tranne che per la traccia centrale "Charon".

 

La band, come ho anzidetto, proviene dal Friuli e precisamente da San Vito al Tagliamento; nasce  nel 1992 dove oltre a varie apparizioni live, nel 1994 vede l'incisione di 5 pezzi in una demo  intitolata "Witnesses of lies" e, nel 1996, finalmente produce un primo album "Vctims" con la Nosferatu, fallita poco prima di dare alle luce le stampe dell'album, la band si scioglie nel 2001 salvo poi riunirsi nel 2015 producendo uno split con gli "Antagonism" band death metal di Macerata.

 

Concentrandoci su Reborn VI:

 

Angerlust: la prima traccia del disco si apre come una una violenza incredibile che lascia poco spazio all'immaginazione il sound è puro death metal la struttura della song è complessa con vari cambi di tempo, le chitarre sono davvero incisive sul muro sonoro creato da doppia voce e batteria, ebbene si, la band prevede due voci.

 

Plague: secondo pugno in faccia, Plague è secondo me la punta di diamante di questo mini, da cui è stato tratto anche un videoclip, che consiglio di guardare a completezza dell'opera, qui le voci si alternano e a volte si sente anche un cantato pulito.

Tutti gli strumenti di tortura fanno bella posa di sè gettando sull'ascoltatore  una sensazione malsana e claustrofobica.  

 

Media inducted Coma: cambi tempo a josa, batteria granitica, un roccioso e possente death metal, si sente anche il basso, questo pezzo è forse quello che rispecchia di più i canoni del genere.

 

Stench: si parte ancora con l'acceleratore in quest'ultima traccia del disco ed anche la più lunga, dove i friulani sprigionano tutta la loro furia e dove la frase "no second chance" diventa un mantra sul finire del pezzo, il pezzo è suonato per circa 4 minuti e 50 secondi poi c'è spazio per un' outro di rumori confusi e ridondanti.

 

Che dire il disco è ben prodotto e ben strutturato, la furia e la violenza si misurano a secchi, ma caratterizzato da soluzioni stilistiche non comuni che rendono il disco appetibile anche ai non puristi del genere aumentandone la freschezza ideologica, ma come si dice in questi casi: 5 pezzi di cui solo 4 suonati sono troppo pochi, le idee ci sono, la sostanza, intesa come tecnica, anche. Adesso secondo me i tempi sono maturi per dar vita ad un full album.

In bocca al Lupo...

 

Igor

77/100