Si puo' fare Death Metal alla vecchia maniera quando ormai siamo nel ventunesimo secolo inoltrato?

La risposta e' CERTO CHE SI e ci viene fornita dai veronesi Skorbutiks, che con il loro EP di debutto “Vision And Monoliths”ci regalano un esordio col botto!

Non fosse per i suoni moderni e ottimamente bilanciati che attualizzano il tutto, potreste tranquillamente pensare che state ascoltando dei pezzi targati primi anni '90.

I tre pezzi (sono quattro in tutto, ma del quarto parleremo piu' avanti) sono autentiche mazzate cariche di rabbia e violenza, con un climax che ti tiene in costante tensione (e anche questa tenetela da parte), il tutto suonato ad un livello tecnico eccellente.

La voce di Keg ti scuote da dentro, una timbrica potente, estrema ma comprensibile che richiama un po' i Distruzione (e a questo proposito Devid in persona appare come guest nell'intermezzo cantato in italiano della title track), ed e' sorretta da riffs serrati e compatti, corroborati da una sezione ritmica funzionale e senza fronzoli, gli assoli infine sono melodici e perfettamente integrati nei pezzi.

Tutti e 3 i pezzi, tenendo fede al titolo dell'EP, sono monoliti di inaudita potenza, eppure mantengono una loro dinamicita' e un loro percorso; ed e' qui che si intuisce la perizia tecnica e la capacita' musicale del quintetto: laddove magari ci si potrebbe abbandonare a soluzioni easy fatte di velocita' e growling incontrollato, loro regalano momenti fatti di stacchi ed altri episodi interessanti.

Questo si traduce in una sola parola: mestiere.

Il perenne stato di tensione viene ampliato con la terza traccia, una strumentale intitolata Zona Del Silencio (chiedete a loro se e' Spagnolo o Veneto  :)  ),   che consiste in due minuti e mezzo di pianoforte ed archi che sembrano quasi dar tregua alle tue orecchie, ma ad un ascolto piu' attento percepisci lo stato di tensione che permea questo pezzo, rendendolo meno violento del Death Metal, ma paradossalmente piu' disturbante ancora.

In conclusione non posso che valutare positivamente questo esordio discografico, le idee non mancano di certo e sono sviluppate in maniera coinvolgente.

Bentornato Death Metal fatto “alla vecchia”, benvenuti Skorbutiks!!!


Alle Rabitti

75/100