Gli Starsick System sono una band che si è avviata da poco nel panorama musicale e ci propongono, nel 2015, il loro album di debutto: "Daydreamin'". Italianissimi militano nelle zone limitrofe di Pordenone.

Gli Starsick System sono formati da: Marco Sandron alla Voce e alle rhythm Guitars, Valeria "Pizzy" Battain al basso, David "Dave D." Donati che si occupa di Rhythm & Lead Guitars e "Ivan Moni Bidin" alla batteria. Una formazione fantastica! Sono bravi musicisti e sembra abbiano le idee molto chiare su quello che compongono. Anche se il loro album è di difficile etichettatura; infatti si spazia molto con i generi a cui si ispirano. Generi che vanno, come influenze, dai moderni Alter Bridge all'old school metal. L'album è colmo di idee apprezzabili. Taglienti, (per forza con una gibson les paul custom in mano!) chitarre accompagnate dal freddo suono di un buon warwick, dalla batteria mixata "ad hoc", e dalle voci caldissime e ultra clean.

La prima traccia, "Start again", ci prepara al "dolce massacro" che verrà dopo con riff semplici e voci celestiali, un ritornello che ci riporta agli anni 80'. Con "Spit it out" iniziano a tirare fuori la grinta e sembra che la usino come riscaldamento. "Believe" si modernizza, si inizia con una buona batteria, precisa ed incisiva e le ritmiche modernissime che tuttavia ancora danno il meglio di loro. "Tomorrow" offre il massimo senza chiedere alcune pretese a livello di tecnica, molto bella da ascoltare. Qui iniziano a donarci il meglio... "Interlude" e "Pull the trigger", invece, si fondono come una traccia unica: in "Interlude" c'è un bell'utilizzo di tastiere ed effetti molto singolari. "Pull the trigger"  non fa impazzire e non si sente qua la stessa sincerità come del resto dell'album. Per fortuna con "Don't fly away" si ha una ripresa musicale, ci sono dei riff bellissimi ed è tra le tracce più ben fatte dell'album. "Let it go" è per chi cerca il sapore del vecchio sound e "Last goodbye", invece, sempre fatta per i più giovani. In parole povere è come se cercassero di accontentare un pò tutti, offrendo varie tonalità musicali. E ci riescono bene direi. "Strong" è un pezzo acustico. L'intro di "Back in time" è semplicemente mitico ed i riff ormai sono infuocati. L'ultima canzone: "Daydreamin'" ha una scarsa introduzione, anche se si riprende meravigliosamente bene in seguito come per dare un bel saluto dopo averci fatto viaggiare per l'intero album.

Ottimo lavoro ragazzi, continuate così! 

 

Matteo D'ermes

81/100