Da Boston vengono i deathsters Beast of Nod, gruppo formato da 4 elementi, rispettivamente Nate MacMillen alla batteria, Brendan Burdick al basso, il master guitar Goreblaster Lunden e il vocalist Paul Buckley. Quello che i nostri cari amichetti propongono è una perfetta miscela di death old e new school misto a buone parti progressive e tecniche davvero eccezionali, insieme a tematiche che sembrano prendere ispirazione da temi di storie fantascientifiche e horror. Con alle spalle un Ep del 2015, Enter the land of Nod, ritornano con questo secondo Ep di cinque tracce, Arrival, che nonostante il numero limitato di pezzi, queste bestie dimostrano di non scherzare affatto e di fare sul serio.

Buona produzione caratterizza l’Ep, con un sound ben curato riguardante tutti gli strumenti, soprattutto per la chitarra, che insieme alla batteria, rivestono il ruolo protagonista compositivo dei brani. Molti fan del technical e progressive death troverà pane per i suoi denti in questo lavoro che mischia il buon vecchio death con parti più tecniche qualitativamente alte, il che dimostra come la band sia molto abile e fantasiosa nel genere da essa suonato.

L’intro strumentale, The beast awakens, mostra una serie di riff ben coltivati nei suoi brevi minuti di durata, ma è con la prima traccia, Cephalopod of doom, che il gruppo tira fuori i denti mostrando tutto il suo insieme di passaggi ricchi di riff groove e tecnici da paura, supportata da un’ottima sezione ritmica e il cantato growl-scream ben alternato e azzeccato soprattutto. Si continua con la seconda traccia, When a Meganeura flies, mostrando un intro melanconica che poi porta a una serie di parti tecniche e progressive supportata da una forte ritmica. Ascension mostra momenti più cadenzate con parti mid-tempo  insieme a buona parte solistica. Si conclude con Hyperanal Hemorrhaging, che parte con un buon blast di batteria e riff più furiosi insieme a un'altra parte solistica azzeccata nell’insieme.

Per quanto magari non porta nulla di troppo innovativo o nuovo nel genere, possiamo parlare di un Ep fatto veramente bene, piacevole e ascoltabile, che mostra una band con ottime capacità generali, che si spera più avanti faccia salti enormi, e che ci riveli qualche sorpresa.

 

 

Tracklist:

1. The Beast Awakens

2. Cephalopod of Doom

3. When a Meganeura flies

4. Ascension

5. Hyperanal Hemorrhaging 

 

 

Infernu

 

80/ 100