Devo ammettere che c’è sempre una prima volta, nella carriera di un recensore ( o presunto tale, in quanto in ogni caso siamo appassionati di musica e nulla più, visto che quello che facciamo è ascoltare e disquisire di musica, come potremmo fare tranquillamente seduti in un bar) di dover recensire qualcosa di totalmente sconosciuto alle proprie orecchie. Questo è il mio caso, infatti ho voluto prendermi un po’ di tempo prima di poter scrivere e parlare di questo disco dalle sonorità a cavallo tra l’Atmospheric Black e l’Ambient, composto da un tizio che su Bandcamp si fa chiamare “Three Parallel Lines” ( ||| ). Il disco intitolato “Lines & Lands” è una raccolta di sei pezzi, per un totale di 27:00 minuti circa, rilasciato nell’Aprile 2016 presso il Weaklight Studio di Piacenza. 

L’opener “A Mirroring Sleep” è una brevissima introduzione strumentale che dura circa un minuto, con il solito compito di portarci verso la seconda traccia ovvero “Line |”. Quest’ultima ci avvia da subito in un viaggio onirico, accompagnati da una melodia di chitarra in pulito, successivamente coadiuvata da un tappeto ritmico sempre soft. Ed ecco che la melodia viene spazzata via, da un riffing tipicamente Black, che ricalca sempre lo stesso tema, seppur velocizzato e più “ pesante” ( passatemi il termine ). La voce lamentosa si aggiunge al tappeto sonoro, rendendo il brano più sognante del previsto. L’aggiunta delle tastiere verso la fine del brano è il tocco di classe che rende il pezzo decisamente ispirato. 

“Line | (Reprise)” appunto riprende il tema acustico del primo pezzo, ma suonato con un approccio più sporco e reso distorto da non so quali effetti come riverbero o delay, ma questo poco ci importa e passiamo al brano successivo, “Line ||”;  questo è un classico brano che ricalca lo stile marcio/grezzo e ambient del black tendente all’atmosferico (?), e di conseguenza non è poi così clamoroso rispetto ai brani precedenti seppur siano intesi quasi alla stessa maniera. Ma non per questo è da interpretare negativamente, perché dal quarto minuto c’è un cambio di atmosfera. Il nostro artista sfoggia la chitarra acustica e ci suona quelli che sembrano degli accordi dall’aria vagamente triste e cupa, ma ci salva dalla rottura di scatole. Punto a favore per le tre linee parallele, che ci piazza pure una sorta di bridge. Alla fine è un bel brano.

“Line || (Reprise)” a questo punto è la stessa cosa del reprise di prima, solo che si tratta del secondo capitolo… ma andiamo oltre.

“A Sleeping Mirror” è il brano che chiude l’intensa opera dell’Artista. Qui siamo davanti ad un brano più Ambient che Black o cos’altro, infatti ci son solo tastiere in sottofondo per tutto il pezzo, probabilmente per rendere più cupa e triste la situazione.

Ammetto inoltre di non aver potuto esprimere al 100% le intenzioni dell’artista non conoscendo bene questo genere, però una cosa è certa. Se vi piace la roba Ambient, cupa o triste o semplicemente Black Metal, dateci un ascolto. Non sarà il top…ma dategli una possibilità.

 

 

 

StonedLord95

65/100