Siamo un gregge senza speranza signori, non ci sono alternative.

Questa -peraltro condivisibile- tesi viene proposta dai Total Death, quartetto di Varese con 15 anni di storia alle spalle e fautori di un Thrash Metal con importanti componenti Death.

The Pound Of Flesh e' il secondo full-lenght al loro attivo e ci trasmette tutta la cattiveria, il disgusto e la disillusione nei confronti del genere umano.

Dopo un'intro arpeggiato che tanto deve ai Metallica prima maniera (1988 per intenderci, non devo dirvi altro …), i TD ci buttano in faccia Downers, un assalto all'arma bianca con stop'n'go da levarti il fiato; Azzi oltre ad un riffing preciso al milli-secondo tira fuori una voce carica di odio e assolutamente convincente.

Il combo varesotto dispensa violenza e velocita' in quantita' pantagrueliche, ma arricchite da stacchi e parti solistiche ragionate e perfettamente incastonate nel quadro.

I bpm calano drasticamente all'inizio di Vhemt, ma non certo l'intensita' ne' tantomeno la qualita' del pezzo, dove sale sugli scudi la sezione ritmica (Alessandro alla batteria e Umbe al basso) che picchia colpi pesanti come macigni, intriganti le parti sussurrate a mezza voce che fanno da contraltare alla voce “Petrozziana” di Azzi.

Basso e batteria sono i protagonisti anche di Morphine, un mid-tempo dove non puoi far altro che sbattere la testa e ammirare lo scenario post-apocalittico che i TD ci mostrano senza veli ne' remore.

Haunted e' Thrash Metal senza se' e senza ma: pochi fronzoli, tanta ignoranza (calcolata, ma sempre di ignoranza si tratta), questo pezzo rappresenta forse piu' di tutti il “manifesto ideologico” e lo stato di salute -eccellente- dei Total Death.

Ogni strumento rende al meglio, ma Ale e il suo incedere veloce e sicuro salta all'orecchio immediatamente sia nelle parti piu' veloci che in quelle piu' lente.

Un'intro che tanto sarebbe piaciuta a Chuck Schuldiner ci apre le porte di Four Walls - The Perfection of Black, dove la ricetta dei nostri prosegue efficace.

Velocita' e momenti piu' lenti (prevalenti in questo caso) si attorcigliano sinuosi e letali come due cobra.

Le parti piu' cadenzate permettono di apprezzare in primis il gusto compositivo del quartetto, ma soprattutto il magnifico bilanciamento sonoro, che consente  di goderci tutti gli strumenti al giusto volume e come questi si integrino alla perfezione l'uno con l'altro.

Menzione d'onore anche per il songwriting del disco: i testi sono coinvolgenti, mai banali e ricchi di spunti di riflessione. Il decadimento della razza umana viene raccontato con dovizia di dettagli e argomentato su piu' piani contestuali.

In tal senso Hybris raggiunge la vetta compositiva targata Total Death.

Se invece volete limitarvi all'headbanging senza ritegno allora Synthesis of Human Failure e' quello che fa per voi: una mitragliata a velocita' warp che non ti lascia scampo e ti lascia rintronato a fine pezzo domandandoti cosa ti abbia colpito …

Forced Path e No Last Bullet sono i pezzi che piu' evidenziano l'amore del gruppo per il Thrash tedesco e per i Kreator in particolare; la bravura (qui ovviamente presente) sta nel rendere giusto e doveroso omaggio a chi ti ha formato musicalmente, senza per questo risultare una inutile copia carbone.

Anche qui l'obbiettivo e' raggiunto.

L'album si chiude con la title-track, e in un certo senso anche dal punto di vista dei testi il gruppo mette la parola fine; l'ultimo capitolo del “j'accuse” verso l'umanita' e' in pieno stile TD.

The Pound Of Flesh e' il Thrash italiano in uno dei suoi picchi e invito tutti coloro che cercano metal ben fatto a guardare ogni tanto in casa nostra, potrebbero trovare perle come i Total Death.

 

Alle Rabitti

85/100