L’Heavy Metal che lo si voglia o no muta, si trasforma e si modernizza. Ma succede per ogni tipo di forma artistica che si tenti di rinnovarsi. Ma si sa che il business, specie in America, ha gli artigli affilati (se vi ricordate il brano Chainsaw Charlie (murders In The New Morgue) di un certo Lawless forse capirete cosa intendo) ed il più delle volte le bands cercando in ogni modo di cavalcare l’onda per arrivare al successo. Un gruppo che non sfugge a tutto ciò sono i canadesi Chariots of the Gods che dopo un EP di esordio datato 2010 ed un primo LP concepito nel 2013, arrivano a pubblicare il secondo disco  Ages Unsung.

 

Ci troviamo quindi nei “Tempi Moderni” del metallo dove prevale quel binomio voce pulita/scream-growl, anche se bisogna precisare che si tratta più di un urlato stile hardcore che non prettamente metal e senza andare oltre su questo argomento bisogna dire che le clean vocals sono parecchio fiacche, quasi tendenti alla stonatura. Per intenderci subito, il genere trattato è metalcore con abbondanti dosi di melodia.

Le canzoni tutto sommato scorrono anche bene andando diritte al sodo senza perdersi in troppi tecnicismi tanto cari alle ultime evoluzioni come il djent. Ottimo davvero il lavoro chitarristico negli assolo e nelle melodie in cui le due asce si dimostrano davvero ispirate rendendo l’ascolto piacevole e gratificante. Purtroppo però come tanti altri compagni di merende ci dobbiamo rassegnare al fatto che a fine disco ci si accorge che di quanto ascoltato poco è rimasto nella memoria. Tralasciando i fan di tali sonorità, per quanto il lavoro sia prodotto e registrato in maniera praticamente perfetta è molto arduo che appassionati di musica dimostrino gradimento in quanto sa troppo di già sentito e rimarrà un prodotto destinato solo ad una piccola cerchia di fedeli. Gli altri passeranno oltre, ma ripeto, non perché il disco sia di qualità bassa, ma per l’essere una goccia troppo piccola nell’oceano.

 

Concludendo, il lavoro svolto dai ragazzi è buono e meritevole di un ascolto ma per emergere bisogna mostrare degli enormi attributi, altrimenti si rimarrà sempre nell’ombra.

 

 

Falc.

60/100