Band: Taiga

Album: Sky

Year: 2016 

Country: Siberia

 

I Taiga sono un progetto fondato da due musicisti nativi di Tomsk, una città siberiana, e si chiamano Nikolai Seredov  e Andrey Chernov, già attivi in altre band funeral doom e industrial metal, hanno deciso di unire le proprie forze  in un side project che ricalca grosso modo, pur con le differenze del caso, quelle che sono le coordinate stilistiche dei gruppi di origine. Nel mese di dicembre 2013  registrano due canzoni, "За чертой" e "На битом стекле" che saranno poi quelle che daranno il via  all'inizio del progetto, canzoni dove narrano, accompagnati da sonorità funeral doom disturbanti e ossessive, la sofferenza delle persone afflitte  da disturbi mentali e le debolezze dell'animo umano di fronte alle tragedie quotidiane del vivere la vita, quando depressione e disperazione possono prendere il sopravvento facendo perdere le forze  e la speranza. Nel Gennaio 2014 rilasciano il primo EP chiamato "Ты всё ещё дышишь" (Stai ancora respirando), rilasciato gratuitamente in rete seguito poco dopo da un nuovo EP "Прах к праху"  che ha ottenuto feedback molto positivi supportato nella promozione dall'etichetta Satanath Records. Nel 2016 si unisce  alla band Aleksey "Satanath" Korolyv come tastierista per cercare, a detta loro, di rendere il  suono più  ambientale e  mistico.

A settembre 2016 viene rilasciato il nuovo album "Sky" che dopo questa esauriente ma doverosa  intro cercherò di analizzare.

Dal brano di apertura (comodamente chiamato Intro) capiamo subito  che "Sky" non sarà un disco semplice, morbidi intrecci di chitarra acustica lasciano  il posto dopo poco a un ben congegnato  black metal melodico soffocato da urla primordiali che sembrano provenire dalle lande più fredde e desolate della terra. La maggior parte delle canzoni seguono una formula simile mescolando gli attacchi più brutali che il genere possa produrre alternati a momenti di riflessione e calma apparente dove il mondo pare fermarsi a riflettere delle sofferenze e delle tragedie di cui è colmo.

Inserti melodici e brutali attacchi si alternano continuamente durante l'album come un lungo concept che colpisce per la profondità dei temi trattati ma si dimostra talvolta eccessivamente prolisso e statico per quello che riguarda le soluzioni sonore che potrebbero tendere ad annoiare l'ascoltatore meno paziente.

Le accelerazioni e i riff squadrati e plumbei risultano nell'insieme convincenti e ben strutturati pur non brillando per originalità mentre le parti soliste cercano uno stile più moderno inseguendo melodie  ed atmosfere distribuite in brani dal medio ed alto minutaggio. Non mancano momenti dove c'è un breve utilizzo di parti  parlate dove la band cerca di creare momenti di riflessione.

Complessivamente uno stile black metal depressivo maturo, o dal suono melodico ed atmosferico, accompagnato da una produzione molto professionale, con testi che parlano di buio, depressione  e natura.

A mio parere un ottimo album che consiglio a tutti, anche ai meno avvezzi a un certo tipo di sonorità, perché ben prodotto, ben suonato e con dei testi veramente molto interessanti. 

 

 

Emiliano Valente

80/100