Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

Windshades: 

Ognuno in maniera completamente differente: c'è chi, a 13, scovando una vecchia cassetta degli Iron Maiden dello zio, chi, grazie a YouTube, ha potuto allargare il suo campo di conoscenza musicale, chi ha scoperto il metal sulle panchine dell'oratorio del proprio paese e c'è chi lo ha scoperto grazie ad un amico già appassionato. Ma tutti abbiamo scoperto il metal grazie ad una curiosità di base già presente. 

 

Igor Gazza:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

Windshades:

La copertina di "Crucified Dreams" rappresenta un viandante che trova riposo in una chiesa sconsacrata. Questa immagine si collega strettamente a varie tematiche trattate nelle canzoni, come "la fuga" dalla società, la ricerca della pace, il contrasto tra spirituale e materiale, tra luce e oscurità, tra vita e morte. Una continua e dinamica lotta dell'anima per sopravvivere in un mondo che tenta di reprimere tutto ciò che vi è di spirituale. 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

Windshades:

I nostri obiettivi fondamentali sono sicuramente divertirci, suonare molto, migliorarci e farci conoscere. Se anche poche persone dovessero chiudere gli occhi e lasciarsi andare ascoltando la nostra musica sarebbe già una grandissima soddisfazione. Poi, se dovesse diventare la nostra professione.... Beh, sarebbe un sogno. 

Sicuramente tra qualche anno ci immaginiamo più vecchi ... E, magari, con più esperienza.

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

Windshades:

La concorrenza non è un problema. Ogni gruppo dovrebbe saper esprime qualcosa di unico e differente. Inoltre la nostra band è composta da individui con esperienze di vita, ispirazioni musicali e gusti completamente diversi, che contribuiscono a rendere la nostra musica un prodotto molto particolare. 

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perchè?

 

Windshades:

Sicuramente il dissidio interiore. Un dissidio che è indotto da una ricerca volta a trovare il significato profondo dell'"esistere", attraverso un'incessante cammino nel mistero della vita che porta sempre e solo al totale abbandono di se' e al ritrovamento di una pace interiore esprimibile mediante la fiducia e una tensione verso la  dimensione trascendentale. 

 

Synth Lord: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

Windshades:

Gli ascolti su cui eravamo improntati quando abbiamo deciso di creare questo progetto erano completamente differenti.

Chiara Manzoli ascoltava principalmente musica sacra, classica e lirica, con una passione per il metal melodico (Evanescence, Nightwish, Sonata Arctica...). Carlo Bergamaschi è appassionato soprattutto di punk (Rancid, Nofx...) e di rock n' roll. Andrea Bissolati trae la sua esperienza soprattutto dalla musica funky e dalla  passione per gruppi Nu metal come i Korn. L'aggressività dei suoni di Matteo Usberti derivano soprattutto dagli ascolti di gruppi come i Pantera e i Motorhead, così come quelli di Riccardo.

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

Windshades:

Completamente differenti! Carlo Bergamaschi possiede un background punk/hardcore, Chiara Manzoli studia canto corale (musica sacra/gregoriana) e canto lirico, Andrea Bissolati è influenzato principalmente dal funky e dal jazz, mentre Matteo Usberti e Riccardo Soresina traggono la loro ispirazione in particolare dal trash e dall'heavy metal.

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

Windshades:

La scena metal italiana esiste ed è anche in continua crescita. Possiede grande creatività ed è capace di creare prodotti di grande originalità. A differenza della scena metal estera che molto spesso è caratterizzata da conformismo e suoni piatti e ripetitivi, il metal italiano ha sempre spunti nuovi da offrire. Ma la maggior parte degli italiani, purtroppo, non è' ancora pronta per il metal, o non vuole esserlo...

 

StonedLord95:

Quanto è importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinchè anche la musica venga considerata, poichè è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

Windshades: 

Ovviamente produrre musica propria implica un progetto solido, stabile e chiaro; ma anche una maggior creatività, maggior difficoltà, più tempo da dedicare.... E anche maggior coraggio. Sicuramente, oltre alla componente del divertimento, è necessario un sacrificio, ma senza produzione musicale la musica stessa andrebbe in contro ad una fossilizzazione. È un processo necessario a nostro avviso. 

 

Mickey E.Vil:

Come promuovete la vostra musica sul web? Avete idee da suggerire ad altre band?

 

Windshades:

Per promuovere la nostra musica inizialmente ci siamo affidati ai social, come Facebook, SoundCloud, Instagram e Youtube poi successivamente con la nostra entrata nella famiglia Atomic Stuff ci siamo affidati alla loro promotion che è stata un grande trampolino per farsi notare.

Un consiglio che abbiamo da suggerire è sicuramente quella di mettercela tutta e di non mollare mai anche se vi si chiudono numerose porte in faccia, e continuare a fare girare la vostra musica senza mai stancarvi perché prima o poi qualcuno vi noterà.

 

Valeria Campagnale:

A vostro parere, com'è cambiato il mondo musicale nell'era di internet? 

Non pensate che si sia perso l'approccio dell'ascoltatore verso la musica stessa?

 

Windshades:

Diciamo che internet ha i suoi pro e i suoi contro, sicuramente è più facile farsi notare e più facile arricchire le proprie conoscenze in ambito musicale e non solo, d'altro canto si ha una notevole diminuzione di vendita di dischi fisici e un aumento della concorrenza ma sicuramente è parte integrante della nostra vita quindi bisogna saperci convivere.

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

Windshades:

Ci rivolgiamo a tutte le band dicendo loro di continuare ad insistere e di non mollare al primo ostacolo. Grazie a voi per averci offerto questo spazio per poter parlare, e ai lettori  chiediamo di seguirci, venirci a vedere dal vivo.