New entry in casa Ghost label record che pubblica  questo progetto  solista di un musicista navigato della scena metal pisana e Toscana: Raffaello Mallegni, poli strumentista ma principalmente batterista come leggo dall' interessante bio. Progetto denominato "The Instable Collective" dove il nostro dà sfogo a tutta la propria furia distruttiva suonando tutti gli strumenti e  provando a dare una scossa all' ambiente con del robusto trash metal vecchia maniera ben suonato, prodotto e presentato.

Ascoltando le tracce dell album affiorano le influenze musicali di Raffaello, un trash metal di scuola Slayer e Testament con puntate nel sound di Tampa, il tutto rivisitato in una chiave leggermente più moderna con alcune soluzioni ritmiche più affini alla tradizione nu metal.

Gli Arrangiamenti dei brani sono in generale ben sviluppati e gli amanti del genere non avranno difficoltà ad apprezzare ogni singolo brano, curiosa e indovinata l' idea di inserire una traccia acustica di sapore medievale, che personalmente mi ha riportato alla mente The Propecy, a metà album per spezzare momentaneamente l' assalto sonoro.

Un po' penalizzato risulta il  lavoro del basso, sovrastato in generale dagli altri strumenti mentre le linee vocali, anche se qualche volta prolisse, se la cavano egregiamente  impreziosite da una pronuncia della lingua inglese ben padroneggiata e da testi che risultano interessanti da leggere. In conclusione un disco più che buono, di sicuro stampo old style dove a tratti alcune soluzioni sembrano richiamare in maniera esplicita band sopra citate, ma dove i calli alle dita, l'orecchio buono e l'esperienza  di Raffaello permettono di confezionare un album maturo e con una propria personalità che non mancherà di soddisfare i gusti di chi è cresciuto con un certo tipo di sonorità', magari retro', ma di sicuro non artificiose ma passionali e reali.

 

 

Emiliano Valente

80/100