Genere: Melodic/Gothic metal

Anno: 2015

 

La band che andiamo a recensire oggi è tutta italiana: Wormhole.

Composta da 5 elementi: Valentina Marvulli alla voce, Andrea Canitano alla chitarra, Francesco Faniello alla chitarra, Giuseppe Recchia al basso e per concludere Paolo Bitonto alla batteria.

I nostri "5" provenienti dall'Emilia Romagna e per l'esattezza da Ferrara si formano nel 2009, scegliendo come stile metallico un gothic molto melodico ma fondamentalmente molto classico, che può piacere anche a chi alla parola "metal" storce il naso e cerca di passare oltre.

In questi 7 anni la band ha "sfornato" solo 2 album studio, il primo nel 2012 dal titolo "the string theory" e il secondo, quello che analizziamo oggi, uscito nel 2015 dal titolo "Songs from the counter island".

Parlando di quest' ultima opera non si può non notare il miglioramento generale della band, che, a 4 anni dall'esordio, si è concentrata più sull'aspetto melodico ed emozionale, a discapito forse della perfezione in ogni sua nota, ad una forma più confezionata.

La proposta è comunque ben fatta, con palesi richiami ai Lacuna coil, band molto famosa, ma che trovo poco metal e tanto commerciale, oltre che poco esaltante. Ma rimane un mio punto di vista, e me ne scuso con i vari fans miscelati nel pianeta.

Ma ora parliamo di "Songs from the counter island" dei Wormhole appunto.

La proposta mi è piaciuta, è sia classica che abbastanza originale e il lavoro svolto è supportato da un songwriting ispiratissimo e da una tecnica notevole, lontana da certe scarse release uscite ultimamente di band più famose.

La cantante dei Wormhole, Valentina Marvulli, ha una voce incantevole, un acuto preciso e a tratti impressionante; una voce calda e perfettamente "inserita" in un contesto gothic che si rispetti.

Trovo che sia molto migliorata rispetto a 4 anni fa; il primo album l'ho ascoltato di recente e il miglioramento è palese alle mie orecchie, ma immagino anche ai tanti amanti delle voci sinfoniche; insomma, la ragazza ci sa fare..

L'opener dell'ultima fatica di questa ottima band, dal titolo "Dawn on deimos", chiarisce a tutti che i Wormhole suonano con l'anima e che questo pezzo regala e trasmette emozioni autentiche.

Altri brani molto interessanti sono "The prudence of sannias" meravigliosa; "The counter island" (title track) bellissima; ma anche "The traveller in darkness" e la notevole "Death star nemesis".

Ma in generale tutti i pezzi hanno qualcosa da esprimere e ci riescono discretamente.

Dopo tutto questo "parlar bene" della band ci sono però alcuni aspetti che, senza gravare troppo il risultato finale, mi lasciano un po' deluso; ve li elenco:

Punto primo: la qualità enorme dei musicisti non è sfruttata appieno, credo che manchi un po' di fantasia compositiva, ma non è un punto dolente dei 5.

Punto secondo: l'album ha un retrogusto piacevole ma di già sentito.

Punto terzo: il suono della batteria irrita un po', è abbastanza fastidioso, credo che ciò lo abbiano notato anche gli esperti, talvolta certi passaggi sono discreti ma il suono delle percussioni ti fa stringere i denti.

Punto quarto: le chitarre sparano riff già sentiti in altre band, un po' scontati, un po' tanto scontati.

Concludo dicendo che i Wormhole sono un'ottima realtà italiana, purtroppo una tra le poche secondo me, troppo poche, sparse qua e là nell'underground più "paesano".

Il disco è piacevole e merita riconoscimento, ponendo l'attenzione sull'immenso miglioramento fatto; tanto miglioramento, e ce ne sarà altro, lo scommetto..BRAVI!

 

Track list:

1. Dawn of deimos 

2. Pandora world

3. Lost in the blue

4. The traveller in darkness

5. Death star nemesis

6. The counter island

7. Over the grey hills

8. The prudence of sannias

9. Ylla 

 

 

Marco Gaio

70/100