Recensione: Yattafunk "Yattafunk sucks"

Uscita         : 26 aprile 2016

Etichetta    :  Ghost Record records

Genere       :  Funk Metal 

 

Si chiamano Yattafunk e provengono dalla capitale italiana Roma. Si tratta di un quartetto composto da musicisti più o meno giovani che nel "lontano" 2014 si formano decidendo di comporre musica particolare.

Il genere in questione e' tanto folle quanto originale, perché mixa perfettamente il funk con il metal, cosa davvero inconsueta.

L'album si intitola "Yattafunk Sucks" ed e' uscito ad aprile di quest'anno lasciando i più tradizionali metallari sbigottiti e divisi tra chi boccia il progetto e chi lo esalta...

Innanzitutto mi sento di dire che questa band, con uno stile del genere, non può che incuriosire ed incuriosirmi, perché porta qualcosa di nuovo nel panorama underground italiano, europeo e mondiale; regalandoci 8 tracce freschissime, originali e da scapocchiarsi il cervello quanto basta...

La band esiste da due anni abbondanti e nasce come "side project"; cioè dalla collaborazione di altri artisti di altre band emergenti che con impegno e costanza si uniscono per dare vita a qualcosa di convincente, originale ed estremamente dinamico.

Questo impegno prende appunto il nome di  Yattafunk, e il "primogenito", "Yattafunk sucks".

Un album divertente che punta molto sulla novità e sul divertire il pubblico, infischiandosi totalmente di concetti e pre concetti.

È un esordio e quindi non possiamo aspettarci un qualcosa di sconvolgente, ma certamente di innovativo si.

La tecnica non manca, anzi e' sopra la media, e in questo sound viene messa bene in luce, in primis per la bravura dei musicisti ma anche per le sonorità a volte estranianti che lasciano perplessi, ma affascinati.

L'aspetto funk dei romani ricorda un po' certi passaggi dei Red Hot Chili Peppers; anzi direi che sono quasi simili a loro ma certo è che gli Yattafunk sono più cattivi e il metal si sente tutto ed e' potente.

L'atmosfera è sia moderna che anni '80, i nostri riescono a farti provare emozioni di epoche diverse, con arrangiamenti favolosi, che se ascoltati con impegno e dedizione, ti stampano un bel sorriso in faccia e ti fanno divertire un sacco.

Altra nota particolare della band e' il mancato uso di tastiere, di melodie speciali, di accorgimenti super professionali o di tecniche ultra moderne; a tutto ciò hanno preferito la schiettezza, la stessa che useranno nei live..quindi moderni si ma a loro modo, e personalmente trovo il tutto più che abbordabile.

Oltre ai già citati Red Hot Chili Peppers in quest'album troverete influenze ben udibili provenienti dai Grand Funk Railroad, ma anche dagli Infectious Grooves, per citarne solo due, ma ce ne sono altre.

Possiamo immergerci in quest'album e godere di sfumature progressive che fanno da cornice alla proposta funk/metal perché il prog esiste e lo sanno suonare.

Yattafunk e' anche la prima traccia dell'album, il cui funk non ha il tipico suono  pop rock; quindi l'ascoltatore viene frastornato da un Jamiroquai metallico, aggressivo e a tratti cattivo.

Il suono è grezzo, ma i riff e la batteria, ma soprattutto il cantato si trasformano in qualcosa di classe, come fossero al 10 album.

Ogni brano e' da ascoltare, qui non esiste banalità, e a mio modo di vedere non esiste un pezzo più valido dell'altro, non uno brutto, non uno fenomenale; ogni portata di questo "pranzo" ha portate equilibrate dal gusto speciale.

In sintesi quest'album e' qualitativo e viaggia su binari poco travagliati; direi quasi da nessuno, perché diciamolo pure, ci vuole coraggio a concepire un Lp di questa fantasia.

Mi ripeto e dico che l'unica cosa che non mi è piaciuta degli Yattafunk e del loro primo lavoro e' l'assenza totale di una tastiera..peccato(per me).

Per il resto lasciatemelo dire: TANTA ROBA.

 

Line up:

 

Funk Norris (Gabriele Mangano) chitarra ritmica e voce

Arnold Funkenegger (Ilario Mangano) chitarra solista

Funk Travolta (Francesco Proietti) batteria percussioni

Funk Spencer (Andrea Proietti) basso elettrico

 

Track list:

 

1.Yattafunk

2.Hell Yeah

3.Pullover

4.Leggings & Knives

5.Squirtnado

6.Hallowed Be Thy Funk

7.Hypocondria

8.Mr Ball (The Clochard killer)

 

 

Marco Gaio

80/100