Songs of Fate and Freedom è il primo album dei Forsaken Peddlers, un interessante gruppo francese venuto alla luce durante l'estate del 2010.

Le intenzioni del gruppo transalpino sono molto chiare: suonare Epic Doom Metal, musica in grado di appassionare e di esaltare mantenendo la lentezza e la sonorità classica del genere. In questo disco atmosfere oppressive e a tratti desolanti esplodono in parti fortemente accattivanti, melodiche e trascinanti, che danno una nuova vita e un nuovo significato alle composizioni.

Immaginatevi distesi sul vostro letto ad ascoltare un riff pesante e oscuro, lento e opprimente ma allo stesso ipnotico e, perché no, anche affascinante. A un tratto tutto questo cambia ed entra in scena un trascinante giro di accordi che sembra svegliarvi da un brutto sogno e riportarvi serenità e tranquillità. Questo è ciò che si prova durante l'ascolto delle quattro tracce di Song Of Fate and Freedom, un misto di paura, di smarrimento, rischiarato nel finale dalle splendide progressioni melodiche ideate dal terzetto. Un ottimo lavoro compositivo che colpisce immediatamente l'ascoltatore, il quale riesce a digerire senza alcun problema la lunga durata delle canzoni. Ovviamente niente di estremamente nuovo sotto il sole, ma non servono grandissime invenzioni per fare di un disco un buon disco.

E dopo le lodi veniamo ai punti dolenti, dei quali questo album non ne è assolutamente privo. Il primo grosso problema è la produzione, a mio parere insufficiente per riuscire a trasmettere interamente le emozioni che gli autori avrebbero voluto far arrivare: una voce troppo in primo piano e uno strumentale troppo distante fanno perdere potenza all'intero lavoro. Il secondo problema è la voce di Alexandre, lontano dall'essere perfetta e che per questo motivo risulta addirittura dannosa in alcuni punti. Ad entrambi questi difetti ci si abitua ascoltando il lavoro più volte ma purtroppo questi rimangono, impedendo al disco di eccellere.

Il primo brano dell'album è Brave, canzone molto più friendly delle successive, la quale diventa incredibilmente esaltante nel finale; ottimo candidato come brano più bello. La successiva All Shall Fall rispecchia in pieno la natura decadente e cupa del suo titolo con una successione di accordi molto scura e opprimente. Questo pezzo è forse il brano in cui le componenti che rendono efficace questo disco vengono mostrate più chiaramente: La netta oscurità della prima parte lascia il posto alla luce, grazie ad un bellissimo e travolgente finale. Il terzo pezzo (Forsaken Peddlers) è forse quello che funziona meno a causa di una sezione centrale con chitarra pulita che risulta forse troppo banale o semplicemente poco efficace; inoltre, in questa parte i difetti della voce sono messi ancora di più in luce e ciò contribuisce puntualmente a peggiorare la situazione. L'ultimo pezzo, the Conqueror, gode di una splendida seconda parte che in progressione ci accompagna verso la fine dell'album. 

In definitiva Songs Of Fate and Freedom è un lavoro appassionante, composto in maniera sapiente per emozionare e intrattenere ottimamente l'ascoltatore. Sebbene parzialmente danneggiato da una voce e una produzione non all'altezza, il disco funziona egregiamente; la speranza è che i Forsaken Peddlers sappiano correggere questi difetti e sfruttare appieno le loro enormi potenzialità nel loro prossimo disco.

 

 

Jacopo Nardini

75/100